In questo periodo, su Sky Cinema, e’ possibile vedere un interessante documentario di denuncia sull’industria alimentare americana e in particolare sui fast-food, realizzato e diretto da Morgan Spurlock
Questo ragazzo ha messo letteralmente a repentaglio la sua salute cibandosi, per un mese intero, tre volte al giorno, esclusivamente con prodotti McDonald’s.
Al termine dell’esperimento Morgan era ingrassato di 13 kg, aveva raddoppiato il rischio di malattie cardiovascolari, soffriva di mal di testa e depressione e la sua vita sessuale lasciava alquanto a desiderare. Inoltre il cibo spazzatura gli stava dando dipendenza. Dipendenza, avete letto bene: Spurlock spesso si sentiva "abbattuto", sensazione che riusciva a far passare solo mangiando qualche ulteriore schifezza.
Oltre poi alle conseguenze sulla salute dei singoli, quello che maggiormente colpisce e’ lo strapotere delle multinazionali alimentari. In un anno nella televisione americana passano circa 10mila spot pubblicitari sugli alimenti. Un genitore che anche si sforzi di fare educazione alimentare ai propri figli a tavola, ha solo 1095 occasioni all’anno, 365 giorni per 3 pasti al giorno. 8mila in meno rispetto alla tv.
Il risultato: il 37% degli adolescenti USA supera il proprio peso forma e due giovani su tre sono sovrappeso o obesi. Si possono trovare fast-food ovunque, anche all’interno di un ospedale.
Dopo l’uscita del documentario (il quarto di tutti i tempi per incassi al botteghino) e la vittoria al Sundance Festival del 2004, McDonald’s ha ritirato i menu Super Size (250 gr. di patatine e un litro di Coca Cola) ma ha lanciato sul mercato il panino piu’ grande del mondo. E inoltre, poco dopo l’uscita del film, e’ stato approvato l’Hamburger Bill, una legge che vieta, a chi ha problemi di salute legati all’obesita’, di rivalersi sulle industrie degli hamburger.
Che i Fast food non fossero salutari è una sorta di luogo comune, e come tutti i luoghi comuni si presta anche allo scetticismo. Ma, questo esperimento, seppure con la classica tara da applicare nel caso degli “scoop” giornalistici troppo spettacolarizzanti, è senz’altro qualcosa di agghiacciante… Che ne dite?
[Via Il Blog di Jacopo Fo.]
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