Archivi per: Dicembre 2007

29.12.07

Ammetto la mia profonda ignoranza. Non conoscevo questa “cosa” detta anche Star Wars Holiday Special. Forse perchè George Lucas per primo l’ha ritenuta un pochino kitsch.

Ma… Dato il suo valore altamente educativo e storico nonchè la sua disponibilità su GoogleVideo sono obbligato a proporvelo in tutto il suo splendore. :>>

[via: 43folders]

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Categorie: Curiosità, Cinema, Fantascienza

24.12.07

Luke Skywalker

In quale ordine guardare, leggere, proporre la saga di Star Wars (Guerre Stellari per l’italia) a chi non le ha mai lette o viste?

Il problema è pregnante, visto che nel periodo Natalizio c’è più tempo per guardarsi qualche film in santa pace e i fan di Star Wars sono immancabilmente dotati delle superedizioni limitate della Lucas dei film. B)

Quindi la domanda è: la trilogia classica (Ep. IV, V e VI) deve essere vista prima degli “ultimi” 3 episodi (I, II, III) di StarWars insieme ai figli? Oppure bisogna seguire l’ordine cronologico della storia, dall’inizio(1)?

E’ un po’ come la lettura del ciclo della fondazione di Asimov: va letto secondo l’ordine di uscita dei romanzi o secondo l’ordine “cronostoriologico"?

Per me, vale sempre l’ordine cronologio di uscita dei film o dei romanzi. In questo caso:

  1. Una nuova speranza (Episodio IV),
  2. L’impero colpisce ancora (Episodio V),
  3. Il ritorno dello Jedi (Episodio VI),
  4. La minaccia fantasma (Episodio I),
  5. L’attacco dei cloni (Episodio II),
  6. La vendetta dei Sith (Episodio III).

Se avete pareri discordanti da inserire nei commenti, voglio una giustificazione pregnante… B)

[via: kottke]

(1) Ci sarebbe anche il discorso legato alle varie edizioni dei film, con o senza le aggiunte postume fatte da Lucas (tipo Jabba che diventa digitale nell’Episodio IV “Una nuova speranza” con la famosa passeggiata sulla coda), ma ritengo questo aspetto secondario rispetto alla totalità della saga.

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Categorie: Intrattenimento, Cinema, Fantascienza

06.12.07

Prima di vedere questo breve video pensavo che le proporzioni dell’informatizzazione e della connettività mondiali fossero diverse. E non solo quelle…

[via: Digital Inspiration]

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Categorie: Uomo, Internet, Informatica, Economia

02.12.07

Ritorna CommonCraft con uno dei suoi spettacolari video divulgativi. Stavolta sui Blog. Finalmente! :)

Un’occasione per chiarire un po’ le idee a mia moglie che vorrebbe aprirne uno tutto suo. B)

[via: Pandemia]

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Categorie: Internet, Social Networking

01.12.07

Babel Fish (Pesce di Babele)

è una vecchia idea, ormai è passata, non si può affidare il senso e le intenzioni delle proprie parole a qualcun altro o a qualcos’altro, bisogna poter parlare direttamente con qualcuno. anche avere degli interpreti è un fatto superato, resta attuale solo per l’ignoranza di cui siamo ancora preda.

Questo è un estratto dal commento di un utente all’articolo di Punto Informatico che riporta all’attenzione dei suoi lettori il problema delle traduzioni automatiche.

Non va mai dimenticato che anche i traduttori (nel senso delle persone) più capaci, difficilmente riescono ad ultimare una traduzione di un testo complesso, di un libro, di una poesia, di una canzone(!) o di qualche brano semplicemente mal scritto, senza intrattenere con l’autore una “conversazione” atta a chiarire i dubbi di interpretazione.

Mi vengono in mente le situazioni comiche citate da David Lodge nel suo libro “Il professore va al congresso” (titolo originale: “Small World: An Academic Romance“)in cui uno sventurato giapponese tenta di tradurre un testo dall’inglese. Il povero traduttore cade ogni volta che incontra un doppio senso, un modo di dire, anche e soprattutto per la grande distanza culturale dei due mondi.

Anche la fantascienza si è occupata da sempre del problema del traduttore universale come di un oggetto “mitico". Prova ne siano gli oggetti inventati nei mondi di Star Trek, Star Wars o della Guida galattica per autostoppisti con il mitico BabelFish di cui l’immagine che compare poco sopra mostra le caratteristiche tecniche. B)

Dovremo rinunciare al sogno del traduttore universale? Non direi. Sono convinto che si possa fare molto meglio di quello che riesce a fare ora il traduttore on-line di Google. Certo con queste premesse non potremo mai avere il 100% di successo, ma una traduzione automatica può essere molto utile in in mondo globalizzato come il nostro. Questi nuovi sforzi nella direzione della traduzione automatica hanno tutto il mio appoggio.

L’ideale sarebbe poter leggere il testo nella sua versione originale, in lingua originale. Le parole, i suoni, la formazione della frase, le singole sillabe fanno anch’esse parte dello scritto.

Pensate a come sarebbe leggere “La divina commedia” di Dante Alighieri in Inglese. Penso sia come leggere Shakespeare in italiano: quanto si perde con la traduzione! :-/

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Categorie: Informatica, Fantascienza


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