
Aggiornare b2evolution alla versione 2.4.0 Venetian (RC2), oppure attendere l’uscita della versione ufficiale?
Sopporteranno i poveri utenti e gli autori, il cambio di interfaccia, le novità legate ai widgets, la mancanza della traduzione italiana? ![]()
Saranno sufficienti le nuove funzionalità, come ad esempio la compatibilità con live writer e colleghi, le nuove skin, i nuovi plugin e i nuovi widgets a convincere i più reticenti1?
Vedremo i feedback, se ce ne saranno. Altrimenti aggiornerò a tradimento quando vorrò io. ![]()

1) Chi, io? 
Un plauso a questa iniziativa che rende disponibile gratuitamente in varie forme il quotidiano “Giornale di Reggio“. Non conoscevo la testata nè questa opportunità, ma ho visto gli enormi cartelloni pubblicitari che ci sono in giro per Reggio. ![]()
Tutti coloro che visitano il sito possono scaricare il quotidiano gratuitamente come pdf, nella forma classica o in un distillato A4 con le sole notizie. E’ anche possibile abbonarsi per riceverlo comodamente via e-mail.
Io mi sono abbonato al feed RSS, anche se riporta solo una riga dell’articolo.
Riferimenti: http://www.giornalegratis.it/
Non è la prima volta che mi ritrovo a citare una presentazione fatta al TED.
Mi ha colpito perchè parla con molta chiarezza del tema della cultura “RW” (Read Write) vs cultura “RO” (Read Only), un modo diverso per dire che TV, Radio e Broadcasting sono il male del nostro tempo, mentre gli ugc (user generated content) possono rappresentare la sua salvezza.
Per chi teme che la presentazione possa essere noiosa, segnalo che contiene un paio di video ugc “classici” veramente esilaranti. ![]()
Il relatore è bravissimo e i temi sono trattati con una chiarezza cristallina. Unica pecca: il video è tutto in inglese… Ma ormai lo capiamo tutti vero? ![]()
[Via: heathervescent]
Prima di vedere questo breve video pensavo che le proporzioni dell’informatizzazione e della connettività mondiali fossero diverse. E non solo quelle…
[via: Digital Inspiration]
Ritorna CommonCraft con uno dei suoi spettacolari video divulgativi. Stavolta sui Blog. Finalmente! ![]()
Un’occasione per chiarire un po’ le idee a mia moglie che vorrebbe aprirne uno tutto suo. ![]()
[via: Pandemia]

Odio b2evolution quando non salva i post: Il giorno che aggiungeranno l’autosave farò una grande festa! ![]()
Di solito segnala un errore banale, ma tornando indietro (tasto back) non si ricorda più nulla di quanto hai faticosamente scritto nelle ultime 2 ore. Naturalmente succede quando il post è assai lungo, molto importante ed è tardi(1)… ![]()
Poi… Capita che scopri, per caso, una estensione per Internet Explorer che permette di rimediare a questa grande mancanza di B2evolution.
Sto parlando di IE7Pro e della sua opzione di “salvataggio testo". E’ solo una delle tante opzioni che promette questo plugin, ma a me interessa questa.
Non tutte le funzioni aggiuntive di IE7Pro funzionano come si deve (es. il crash recovery), ma tutto sommato può valer la pena provarlo.
(1) L’ultima volta che mi è successa una cosa del genere è stato proprio con il post del SuperBabbo. Grrrr. ![]()
Di tutti i lettori di questo blog, solo pochi lasciano commenti sui post. Molte più persone lasciano un feedback: basta un click “anonimo” su una delle stelline(1).
Io leggo i risultati dei voti (rating) e cerco di capire come mai un post che ritenevo interessante venga valutato “una ciofeca” e perchè altri che giudicavo insignificanti risultino invece molto graditi.
Grazie agli stimoli di queste spietate valutazioni cerco allora di migliorare la qualità dei miei post, rileggendo in modo critico le schifezze che ho scritto. Specialmente quando i voti sono negativi… ![]()
Se vedete le stelline del rating in fondo al post, perdete 2 secondi a fare un click sulla stellina giusta per voi:
Votate igitur, senza pietà, o voi 4 gatti che leggete questo miserrimo blog. 
(1) N.B.: Il voto di gradimento (feedback) non appare se il post viene letto tramite un feed reader. Se un post è valido (o pessimo), fate uno sforzo: collegatevi al sito e lasciate un voto, ci vogliono veramente pochi secondi.

Ebbene sì, lo ammetto. Ho ceduto alla tentazione e mi sono iscritto ad entrambi(mybloglog e twitter). ![]()
Da qui a capire se la cosa sia utile o meno, certo ci vorrà tempo. Certamente sono servizi carini e divertenti.
Follow me! ![]()
Ecco una bella sessione (speach) su cosa sta diventando la gestione delle informazioni al giorno d’oggi, grazie alla presenza del digitale.
Si parla del social networking, dei tags, dei metadati, degli hyperlink, di Google stesso che insieme scardinano il vecchio concetto “se non funziona sulla carta non può funzionare nemmeno nell’informatica”(1).
L’autore di questo speach, che ha scritto un libro sull’argomento, sostiene che, nel mondo digitale/digitalizzato, dobbiamo considerare l’insieme delle informazioni un unica massa di dati, senza nessuna categorizzazione od ordinamento. Le classificazioni utilizzate nel “mondo reale” non bastano più.
La massa dei dati e dei metadati sono come un unico blob contro il quale è inutile lottare, anzi! Solo lasciando la massa dei dati e dei metadati in un’unico grande calderone si otterranno i migliori risultati.
E’ come passare da un mondo 4d (3 dimensioni spaziali più il tempo) ad uno multidimensionale: stavolta ad n dimensioni. E’ come ridare importanza al piano puramente concettuale e alla sua complessità, impossibile da semplificare, invece che a delle sterili e, per loro stessa natura, incomplete classificazioni.
David Weinberger parla di WikiPedia, delle Social Network, di del.icio.us, instant messanging, ecc… Ma anche della rilevanza dei contenuti, dei blogs, dell’editoria tradizionale e del resto di Internet.
E’ una conferenza in inglese senza sottotitoli ma, se riuscite a seguirla, non perdetevela. I concetti che esprime sono la sintesi di quanto sta accadendo nel mondo della gestione dell’informazione.
Addendum postumo: Siccome questo mio post è rimasto in canna per qualche giorno, nel frattempo qualcuno ha provveduto a produrre uno stupendo video che “visualizza” lo speach di Weinberger in modo mirabile.
Se non reggete tutto lo speach, guardatevi questa sintesi multimediale: capirete tutto.
(1) Il sillogismo “se non funziona sulla carta non può funzionare con un computer” è applicabile solo nella direzione carta –> informatica. Se parliamo invece del mondo digitale, si aprono nuove possibilità. Può succedere ad esempio che sia vero il seguente sillogismo: “questo sistema funziona meravigliosamente nel mondo digitale, ma non si può fare altrettanto con la carta!”
Riferimenti:
http://www.pandemia.info/2007/10/01/david_weinberger_a_picnic_07_e.html
http://www.pandemia.info/2007/10/15/la_rivoluzione_dellinformazion.html
Altro:
http://channel9.msdn.com/Showpost.aspx?postid=14275
http://ceitl.zanestate.edu/blog/archives/2006/02/tagging-files-in-windows-xp-and-why-youll-ditch-google-desktop/

Ha aperto i battenti proprio in queste ore la Basilica di San Francesco di Assisi in Second Life
Siccome ci sono stato proprio quest’estate, di persona, ho pensato bene di segnalarvi questo nuovo sito.
Se passate da quelle parti, vi consiglio vivamente una visita. Ma ad Assisi quella vera! ![]()
[via: Punto Informatico]

Penso che i tempi siano maturi…
Mi pare giunto il momento di inviare una chiamata ufficiale alla “DrakeComunità“, perchè possa unirsi a questo blog. Ormai possiamo dichiarare terminata la fase “sperimentale” che i nostri iscritti storici (Wiz, Mgo, Catty, Kanna, Obe, Giangi) hanno alimentato senza mai perdersi d’animo. ![]()
E’ per questo che fra pochi secondi premerò il tasto send e farò partire un messaggio alle nostre mailing-list storiche:
Esse rappresentano ormai da “anni immemori” la presenza “sul Web” della community del “vecchio” Drake BBS. Ma il mondo cambia e anche noi abbiamo aperto un Blog.

Chissà se avremo un po’ di adesioni anche qui, da parte degli altri iscritti. Magari dai più intraprendenti e/o meno pigri. ![]()
May the force be with you!


Avevo già fatto ricerche su “Guastalla” in passato, non trovando granchè.
Poi l’altro giorno sono stato colpito da alcune foto trovate per caso cercando proprio “Guastalla” su Flickr e allora ho ripetuto la stessa ricerca su blogitalia e Google.
In effetti ho trovato alcuni blog i cui autori si dichiarano miei compaesani. Alcuni membri di DrakeWorld sono quindi in buona compagnia.
Ecco l’elenco dei blog, in rigoroso ordine alfabetico:
…e probabilmente ce ne sono tanti altri, forse anonimi, forse non dichiarati(*), forse in inglese, che vengono scritti qui nella bassa. ![]()
Se qualcuno mancasse all’appello, basta lasciare un commento con l’url: lo aggiungerò volentieri all’elenco.
(*) anche questo stesso blog ![]()

I’ve said that companies should blog about the inaccuracies in posts relevant to them and actively take part in the Wikipedia discussion pages, and encourage the community to edit them appropriately. I realize there are points of view involved, but for some things (like names, dates, etc.), there is a pretty clear path to accuracy. What’s your take?
Mi trovo perfettamente d’accordo con questo tipo di approccio al problema della correttezza delle informazioni di WikiPedia.
I diretti interessati dovrebbero evitare di correggere direttamente le voci che li riguardano, ma segnalare eventuali inesattezze negli opportuni commenti. L’uso di blog istituzionali potrebbe essere un altro ottimo sistema per ottenere lo stesso risultato.
Certamente non è una strada diretta e nemmeno troppo rapida, ma è senz’altro onesta. Wikipedia community should rule!
Peraltro l’autore del post ha recentemente ribadito il concetto.
Per rinfrescare un po’ la memoria di cosa vuol dire “libera” nella definizione di Wikipedia come Enciclopedia libera! mi permetto di citare la pagina autoreferenziante di Wikipedia stessa:
Cosa vuol dire quel “libera"?
« Libertà è partecipazione »
(Giorgio Gaber)
- “Libera” perché i suoi contenuti sono liberamente utilizzabili e ridistribuibili, secondo i termini della licenza GNU Free Documentation License.
- “Libera” perché aperta al contributo di tutti coloro che desiderano migliorarla (anche a quelli che non sono utenti registrati).
- “Libera” perché completamente gratuita.
- “Libera” perché tesa ad un punto di vista neutrale, che cerca di essere indipendente da orientamenti ideologici preferenziali.
- “Libera” perché le linee editoriali del progetto non sono imposte dall’alto o dall’esterno. All’interno di alcuni punti fermi irrinunciabili (i cinque pilastri), la comunità degli utenti gestisce lo sviluppo dell’opera.
- “Libera” perché nessuno è “padrone” delle voci che contribuisce a scrivere. Il funzionamento di Wikipedia prevede che ogni voce venga sempre migliorata tramite nuovi contributi da parte di chiunque lo desideri, in un lavoro corale e collettivo.
[via: LikeItMatters]
Ebbene sì. 
C’è un omonimo di questo blog: http://drakeblog.com/

E’ stato da poco rilasciato su Internet un servizio, Wikiscanner di Virgil Griffith, che permette a chiunque di identificare l’origine delle modifiche fatte alle voci dell’enciclopedia libera Wikipedia.
Le sorprese non si sono fatte attendere: fra gli autori di varie modifiche sono emersi la CIA, il Vaticano, la Reuters, la Disney e la BBC, identificati in base agli indirizzi IP dei computer dai quali sono state effettuate le alterazioni.
Fra l’altro, alcune delle alterazioni scoperte sono decisamente discutibili: tutt’altro che le normali revisioni e correzioni apportate dagli utenti.
Ottima iniziativa per aumentare la credibilità e l’imparzialità di Wikipedia.
Certo, ora che è disponibile questo tipo di controllo, i vandali useranno metodi più sicuri per effettuare le modifiche, ma rimane la messa in piazza degli autori interessati.
Prima della disponibilità di WikiScanner si poteva solo sospettare questo tipo di vandalismi, ora invece abbiamo la conferma.
A questo punto che fare? Secondo me NULLA.
I wiki devono rimanere aperti come sono sempre stati. WikiScanner è solo uno strumento in più per il controllo. Chi può dire se le modifiche provenienti dagli IP di una major debbano essere per forza a favore di quella major? 
BTW: Auguri a chi volesse spulciare i risultati di WikiScanner. A parte la lentezza, la quantità di pagine coinvolte è notevole… ![]()
[via: Il Disinformatico]

Approfitto del post di mgo per riprendere in mano un vecchio post (del 2005
), che era rimasto in bozza. L’argomento è il social bookmarking.
Esistono molti tentativi di imitazione di del.icio.us, quanto meno del suo grande successo. I concorrenti ne accrescono le funzioni e spesso lo superano in prestazioni, ma non lo raggiungono in popolarità. Purtroppo le prestazioni sono uno dei fattori negativi di del.icio.us. Nemmeno l’acquisto della company da parte di Yahoo ha migliorato la situazione.
This is a test for b2evolution DNS trackback plugin. It should avoid trackback spam.
This post will also trackback to Balupton b2evolution blog post.
Please discard if you don’t know what this post means. ![]()
Finalmente di nuovo funzionante la bookmarklet di b2evolution che permette l’inserimento di nuovi post a partire dalla pagina aperta nel browser. E’ comodissima per citare brani presi dalla pagina originale, basta selezionarli prima di clickare.
Per la cronaca, il problema era dovuto ad un filtro antihacking installato di default da tophost su tutti i siti da loro ospitati.
E’ bastato disattivarlo utilizzando l’apposita direttiva nel file .htaccess:
Code:
<ifmodule mod_security.c> | |
SecFilterEngine Off | |
SecFilterScanPOST Off | |
</ifmodule> |
Continua la fantastica serie prodotta da CommonCraft dedicata alla divulgazione grazie a brevi video.
In questo caso, visto che si è parlato recentemente di del.icio.us, si tratta proprio dell’argomento Social Bookmarking.
Dovrebbero essere cose ormai risapute, ma una rinfrescatina e/o una prima occhiata per coloro che ancora non utilizzano queste tecnologie, può essere utile per aprire un po’ di orizzonti verso le novità.
N.B.: Stavolta i sottotitoli in italiano non sono ancora disponibili, ma penso che presto lo saranno.

BTW: forse dovrei aprire una nuova categoria di post chiamata farneticazioni… ![]()
Leggendo questo articolo, ho riflettuto sulle enormi potenzialità che potrebbe avere un sistema analogo a CAPTCHA mirato all’elaborazione parallela.
reCAPTCHA applica questa idea al riconoscimento dei testi. Perchè non estendere questo modello collaborativo per arrivare risolvere altre categorie di problemi per i quali le capacità dell’uomo sono ancora superiori al computer?
Pensate ad un sistema analogo a BOINC nel quale al posto dei cicli di Idle delle CPU venga usata la collaborazione delle persone. Esse metterebbero a disposizione alcuni secondi della potenza elaborativa del loro cervello, per farsi riconoscere come esseri umani, ma nello stesso tempo per risolvere pezzettini di problemi di interesse comune.
Potrebbero aprirsi nuove strade per il riconoscimento di forme ed oggetti, deduzioni, soluzioni di problemi matematici, riconoscimento semantico del discorso, traduzioni, accumulo di conoscenza, riconoscimento audio.
Una altra applicazione potrebbe essere rivolta invece all’accrescimento di conoscenze personali: si potrebbero porre domande all’interlocutore che lo obblighino a conoscere informazioni non banali. Nel caso le informazioni non fossero note a priori, la persona sarebbe obbligata a fare una piccola ricerca, accrescendo le sue stesse conoscenze!
Rovesciando il concetto, nel caso di compiti elaborativi particolarmente onerosi o noiosi, potrebbe essere il sistema a premiare l’utente fornendo come ritorno un’informazione non banale.
In fondo il Social Web è un concetto non troppo distante: gli utenti della rete sono coloro che forniscono i contenuti alla rete stessa. In questo caso la collaborazione porta ad un accrescimento del contenuto del web e della quantità di informazioni che esso contiene. Il premio è la visibilità per l’autore.
L’uomo di nuovo al centro del mondo? ![]()

L’anno scorso, di questi tempi, manifestai i miei dubbi sul passaggio di Mark Russinovich in Microsoft. Sarebbe stata la fine di un mito?
Beh, a distanza di un anno direi che il suo contributo, sia come programmatore che come blogger non sono è rimasto forte, competente, risolutivo, ma forse si è rafforzato. Oltre ai suoi articoli, sempre interessanti, mai banali, le sysinternals utilities che ha aggiunto o migliorato rimangono un must per i veri hackers.
Certo, è sta aggiunta una notifica di licenza aggiuntiva al primo avvio dei programmi, ma era il minimo che ci si potesse attendere da Microsoft. Non dimentichiamoci che lo Zio Bill ha studiato legge… ![]()
In sintesi: certamente Microsoft ha tratto vantaggio dall’assunzione di Mark, ma gli utenti non hanno subito danni, anzi.
Prova superata! ![]()