Questo ragazzo è un genio! 
[via: LastKnight]
Sir Arthur C. Clarke passed yesterday. This is his last video:
And this is a tribute to 2001: A Space Odissey:
[Via: Il disinformatico]
Ammetto la mia profonda ignoranza. Non conoscevo questa “cosa” detta anche Star Wars Holiday Special. Forse perchè George Lucas per primo l’ha ritenuta un pochino kitsch.
Ma… Dato il suo valore altamente educativo e storico nonchè la sua disponibilità su GoogleVideo sono obbligato a proporvelo in tutto il suo splendore. ![]()
[via: 43folders]

In quale ordine guardare, leggere, proporre la saga di Star Wars (Guerre Stellari per l’italia) a chi non le ha mai lette o viste?
Il problema è pregnante, visto che nel periodo Natalizio c’è più tempo per guardarsi qualche film in santa pace e i fan di Star Wars sono immancabilmente dotati delle superedizioni limitate della Lucas dei film. ![]()
Quindi la domanda è: la trilogia classica (Ep. IV, V e VI) deve essere vista prima degli “ultimi” 3 episodi (I, II, III) di StarWars insieme ai figli? Oppure bisogna seguire l’ordine cronologico della storia, dall’inizio(1)?
E’ un po’ come la lettura del ciclo della fondazione di Asimov: va letto secondo l’ordine di uscita dei romanzi o secondo l’ordine “cronostoriologico"?
Per me, vale sempre l’ordine cronologio di uscita dei film o dei romanzi. In questo caso:
Se avete pareri discordanti da inserire nei commenti, voglio una giustificazione pregnante… ![]()
[via: kottke]
(1) Ci sarebbe anche il discorso legato alle varie edizioni dei film, con o senza le aggiunte postume fatte da Lucas (tipo Jabba che diventa digitale nell’Episodio IV “Una nuova speranza” con la famosa passeggiata sulla coda), ma ritengo questo aspetto secondario rispetto alla totalità della saga.

è una vecchia idea, ormai è passata, non si può affidare il senso e le intenzioni delle proprie parole a qualcun altro o a qualcos’altro, bisogna poter parlare direttamente con qualcuno. anche avere degli interpreti è un fatto superato, resta attuale solo per l’ignoranza di cui siamo ancora preda.
Questo è un estratto dal commento di un utente all’articolo di Punto Informatico che riporta all’attenzione dei suoi lettori il problema delle traduzioni automatiche.
Non va mai dimenticato che anche i traduttori (nel senso delle persone) più capaci, difficilmente riescono ad ultimare una traduzione di un testo complesso, di un libro, di una poesia, di una canzone(!) o di qualche brano semplicemente mal scritto, senza intrattenere con l’autore una “conversazione” atta a chiarire i dubbi di interpretazione.
Mi vengono in mente le situazioni comiche citate da David Lodge nel suo libro “Il professore va al congresso” (titolo originale: “Small World: An Academic Romance“)in cui uno sventurato giapponese tenta di tradurre un testo dall’inglese. Il povero traduttore cade ogni volta che incontra un doppio senso, un modo di dire, anche e soprattutto per la grande distanza culturale dei due mondi.
Anche la fantascienza si è occupata da sempre del problema del traduttore universale come di un oggetto “mitico". Prova ne siano gli oggetti inventati nei mondi di Star Trek, Star Wars o della Guida galattica per autostoppisti con il mitico BabelFish di cui l’immagine che compare poco sopra mostra le caratteristiche tecniche. ![]()
Dovremo rinunciare al sogno del traduttore universale? Non direi. Sono convinto che si possa fare molto meglio di quello che riesce a fare ora il traduttore on-line di Google. Certo con queste premesse non potremo mai avere il 100% di successo, ma una traduzione automatica può essere molto utile in in mondo globalizzato come il nostro. Questi nuovi sforzi nella direzione della traduzione automatica hanno tutto il mio appoggio.
L’ideale sarebbe poter leggere il testo nella sua versione originale, in lingua originale. Le parole, i suoni, la formazione della frase, le singole sillabe fanno anch’esse parte dello scritto.
Pensate a come sarebbe leggere “La divina commedia” di Dante Alighieri in Inglese. Penso sia come leggere Shakespeare in italiano: quanto si perde con la traduzione! ![]()
Che emozione rivedere la prima puntata il primo episodio di questo telefilm!!! Mi ricordo ancora le ore piccole che si facevano per vederlo alla TV.
Grazie alla RAI per aver pubblicato su YouTube questo episodio di Spazio 1999!

Finalmente ne ho le prove: la saga di Star Wars (Guerre Stellari) è più popolare di quella Star Trek. ![]()
Se non ci credete, fate voi stessi la prova e confrontate le ricerche fatte su Google, con Google Trends: Google Trends: Star Wars, Star Trek

LSMaker is a program developed by me and you can create lights saber/laser sword effects with this program.
LSSound is an other program, it can be used to put sound effects easily and fast to videos.
LSText lets you create flying text, images just like every Star Wars movies.”
Esistono delle riproduzioni giocattolo molto valide delle spade laser dei film di Lucas. Ce ne sono addirittura alcune che, oltre ad illuminarsi, emettono i suoni tipici dei duelli. L’illusione è buona, ma non potranno mai raggiungere gli effetti presenti nei films.
Da oggi però il sogno di ogni fan di Star Wars può diventare realtà: il programma LSMaker è in grado di aggiungere gli effetti di una spada laser alle riprese fatte con la videocamera di casa. Il suo compagno LSSound è in grado di aggiungere gli effetti sonori necessari al duello fatto in casa.
DIY LightSaber! :-)
Che la forza sia con tutti i videoamatori che si cimenteranno nell’impresa.
Link
[Via Boing Boing]

Ebbene sì, stasera alla prima c’ero anch’io.
Il cerchio si é chiuso: finalmente tutto é compiuto.