Si, trasloco.
Ringraziando Drake per l’ospitalita` concessa fin’ora, e con un vago senso di malinconia che ben si accompagna a tutti i distacchi, sposto il mio blog altrove.
Il gesto e` un po’ tecnico (sperimentare altre piattaforme), un po’ simbolico: questo blog e` ospitato in italia, e ultimamente non tira una buona aria nel belpaese ![]()
Vediamola come modo per aumentare il moto browniano delle idee, piuttosto che una fuga ![]()
Ci vediamo la`, se vi va ![]()

Riprendo la rubrica su Second Life dopo oltre un anno di assenza da questo blog (shame on me!), ripropondendomi di farmi vedere più spesso da queste parti ![]()
In un anno ne accadono di cose, ancora di più se parliamo di un mondo virtuale dove i tempi sono slegati dal reale e, cosa tipica dei new media, molto più rapidi.
Tranquilli, non ho intenzione di fare un riassunto dell’anno trascorso (vedevo già un rotear di maroni furibondo all’orizzonte). Mi limito per ora ad accennarvi al progetto che mi sta impegnando maggiormente nella seconda vita, e che a ben vedere tanto seconda non è, ne per me, ne per i contenuti del progetto.
Underworld (sottotitolo: Italian Mafia City, si presenta come una città role play, un ambiente urbano degradato che, come si evince dal sottotitolo, ripropone le logiche di una tipica cittadina italiana (del sud? del nord? chi può dirlo).
L’ambientazione di gioco è chiaramente pretestuosa, e le critiche e gli attacchi ricevuti a piene mani, sopratutto i primi tempi, ci hanno dato modo di vedere come spesso la gente apre bocca prima ancora di guardare, e ancora spesso la apre anche dopo aver guardato, senza ovviamente vedere. Vabbè direte voi, mica è una novità.
Vero, ma sperimentare sulla propria pelle, consapevolmente, questo meccanismo è interessante, e molto utile per esplorare i vari modi con i quali è possibile (oppure no) veicolare un messaggio.
Perchè Underworld, dietro la facciata del role play, porta avanti un progetto di sperimentazione delle possibilità offerte da questo nuovo media, che tutti sembrano conoscere (dopo Matrix il mondo si è riempito di esperti del Metaverso), ma che alla fine nessuno ha ancora esplorato.
Nella seconda metà degli anni 90 il mondo ha subito una rivoluzione, che molti non hanno ancora compreso. Per la verità alcuni non se ne sono neppure accorti, ad esempio buona parte della classe politica. Internet ha aperto le porte a modi completamente nuovi di concepire il lavoro, la cultura, l’informazione, la socialità. Ci sono voluti 10 anni di tentativi, spesso di flop, per cominciare a capire che cosa ci si poteva realmente fare.
Eppure tante promesse non sono state mantenute. Continuiamo ad intasare le strade tutte le mattine per andare al lavoro. Continuiamo a consumare milioni di metri cubi di carta (anzi, la cosa è peggiorata con la diffusione delle stampanti), continuiamo a dover fare la fila per pagare bolli, chiedere certificati. E nell’agghiacciante logica di un mondo basato sul business fine a se stesso, gli ambiti dove Internet avrebbe espresso in modo eccelso le sue peculiarità, rimangono quelle più lontane: la scuola, la pubblica amministrazione, l’assistenza ai disabili, il telelavoro, la cura del malessere sociale.
Complice di questo processo che ha creato nuove forme di emarginazione e discriminazione, una mancanza di cultura di base, ovvia per un media così innovativo, e una diffidenza innata nell’uomo verso qualsiasi situazione sconosciuta. L’uomo è un animale abitudinario, e si fa forza della propria cecità: ciò che non vede non gli può fare paura. Per questo motivo, e non per una tanto sbandierata maggiore elasticità mentale, sono i ragazzini e (caso strano) persone della terza età che si avvicinano più rapidamente ad Internet.
Ora siamo alle soglie di una rivoluzione della rivoluzione. Le realtà virtuali, riproponendo graficamente e funzionalmente modelli simili a quelli reali, rendono meno difficoltoso l’approccio. Al punto di poter generare, questo si sa, un’attrazione morbosa (discorso lungo che non ho intenzione di approfondire ora).
Sperimentando, possiamo vedere come la combinazione di una rappresentazione amichevole e in qualche modo “conosciuta", unita all’idea di muoveri in un ambiente semi-anonimo, o comunque dove ci si può permettere di comportarsi come non ci si comporta di solito, fa abbassare le difese, e ti costringe a metterti in discussione.
E così arrivi nella città mafiosa, con le armi in mano convinto di arrivare in un posto dove tutti si sparano addosso, e ti ritrovi ad ascoltare le esperienze di vita di un poliziotto vero, che ti racconta la mafia come non l’hai mai letta sui giornali o vista in tv. In tribunale, trasformato per l’occasione in un salotto di conversazione. Ascolti, segui la pantomima tra i carabinieri in sala e il Sindaco (mafioso), che parlano a tema, seguendo le regole del gioco di ruolo … guardi le foto di Borsellino e Falcone appese sul muro, e comini a pensare che le cose non sono proprio come pensavi.
Interrompe la scena il Dott, che annuncia, giustamente euforico, che ha appena salvato la vita ad un bambino. E’ cardiochirurgo, e insieme ad altri medici, volontari del 118 e persone di buona volontà, trova il tempo tra un’operazione e l’altra di seguire il Consultorio della città. Dove chi ha un disagio, un problema, vero, non virtuale, trova persone competenti che lo ascoltano. Funziona, questa cosa. Chi non ha il coraggio di fare un certo passo nella vita reale, o chi entra qui con l’inconfessato proposito di allontanarsi dalla realtà e perdersi definitivamente, si ritrova invece con una mano tesa.
Certo, il Consultorio è in una posizione forse non proprio adatta, confina con la Disc-Arica, la discoteca trash della città. Beh, è sicuramente un luogo chiassoso, ma il bello di Second Life è che se la musica ti disturba, la spegni. E se invece, con la scusa di farti un ballo (virtuale) ti ritrovi a chiacchierare con un gruppo di persone vestite da pirata, o con più gomma e borchie addosso di un TIR, non è male. E puoi persino scoprire di avere qualche talento nascosto, come intrattenitore, o DJ, fotografo …
Le occasioni di conoscere persone interessanti e di farsi conoscere non mancano, la città ospita eventi mondani, come la presenza in Disc-Arica dei famosi DJ Flavio Vecchi e Giulia Regain, o il concerto live degli M4TM, stasera. Me li sono persi quando hanno suonato a Reggio, per ovvie ragioni, me li sono visti stasera ![]()
Vabbuò … come post di ritorno penso di avere scritto abbastanza (vedo di nuovo ripartire movimenti rotatori all’orizzonte). Qui in Disc-Arica si sono messi a fare il gioco della bottiglia, mi sembra di essere tornato alle superiori. Io mi faccio un lento con Terry, che è vero che è il maresciallo dei Carabinieri e io sono l’Assessore (mafioso), ma ora è fuori servizio ![]()
Mi spiace non tenere aggiornato questo blog con le mie esperienze in Second Life, ma i miei ritmi di vita hanno subito un'improvvisa accelerazione, e come al solito non riesco mai a fare tutto quello che mi ripropongo di fare ![]()
Giusto per non lasciar morire d'inedia questo blog, posto il link ad un recente articolo passato sul sito di Popular Sciences, uno dei tanti ormai che si possono trovare su questo fenomeno, nato in sordina e che sta lievitando come un panettone nel forno.
Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che il mondo, quello che noi chiamamiamo Mondo Reale, e` di fatto costituito da strati diversi di realta`, che partono da quelli piu` strettamente fisici e si completano con i diversi mondi mentali che l'essere umano tende a costruire per sua stessa natura.
Quadri, libri, film, canzoni, discorsi, teorie, semplici chiacchiere, l'insieme delle conoscenze di un gruppo di umani, tutto quello che comunente chiamiamo "cultura", sono strati di realta` che l'uomo sovrappone costantemente al mondo fisico, strati che regolano in modo insidacabile la nostra vita quotidiana.
In questa ottica diventa difficile credere a quanti cercano di porre distinzioni nette tra "realta`" e "fantasia". Se applicassimo alla lettera il motto "rimani coi piedi per terra" sicuramente non potremmo godere della bellezza di un'opera come la Gioconda, o della lettura di un libro di Douglas Adams.
Per assurdo, la societa` consumistica stessa carica continuamente il nostro sistema emotivo di mondi virtuali, proponendoci continuamente modelli fasulli, esagerati, volutamente distorti, perche` se fossero realistici non otterrebbero lo scopo per cui vengono proposti, ovvero indurre quello stato di insoddisfazione costante che spinge al consumo inconsapevole.
Nell'articolo ad un certo punto si parla di "muri", che divengono via via piu` sottili, tra SL e RL. Bene, noi ci viviamo in mezzo, a questi muri, ma spesso sono muri a senso unico, sono percorribili in un senso, e sono solidi nell'altro. Un cartellone pubblicitario e` un muro di questo tipo, chi lo controlla si permette di spararci addosso informazioni, emozioni e quant'altro, ma noi non possiamo fare altrettanto, siamo al di qua del muro, non c'e` comunicazione con la controparte.
C'e` quindi da stupirsi se ogni tanto qualcuno scopre che, invece, ci sono muri che si possono abbattere, o scavalcare, e che sia possibile farlo in entrambe le direzioni? Si, direi di si. Non siamo piu` abituati a guardare veramente la realta` che ci circonda.
Forse e` questo che piu` mi ha colpito di SL. La maggior parte dei suoi abitanti (residenti, usando il gergo dei Linden Labs) alla fine ripropone li' dentro gli stessi modelli, gli stessi comportamenti adottati in RL, alla fine non sono tanti coloro che approfittano delle enormi possibilita` creative di un mondo del genere.
Ed osservando quello che accade in SL, come in uno specchio, come in un film, un osservatore attento ha modo di vedere meglio quello che accade quotidianamente in quella che, a torto o a ragione, ci piace chiamare "realta`".
Per chi e` curioso, per chi ama conoscere altre persone e chiacchierare con il mondo, per chi apprezza la creativita` nelle sue forme piu` impensate, per chi si appassiona ai giochi di ruolo e alle simulazioni, per tutti voi, vale la pena di farci un giro. E pure aggratis :-)
Per chi invece, come me, ha passato l'intera vita pattinando sulle sdrucciolevoli pareti che dividono la realta` dai mondi interiori, non solo e` d'obbligo l'occhiata, ma sarebbe delittuoso non mettere su casa.
Piu` di 20 anni fa io ed il mio altrettanto visionario amico Michele cominciavamo i nostri voli pindarici discutendo delle possibili realta` alternative che sarebbero venute una volta che la tecnologia l'avesse reso possibile. Erano i tempi in cui il massimo della grafica era ascii-art su uno schermo in bianco e nero, e le uniche reti che si conoscevano erano quelle dei pescatori. Cio` nonostante le nostre visioni erano abbastanza chiare, negli anni a venire gli autori di fantascienza prima (Gibson ed il suo cyberspazio, Stephenson ed il suo Metaverso) ed il cinema poi (Matrix e` solo il culmine di questo processo culturale) avrebbero creato nell'immaginario collettivo le basi per arrivare concretizzare questi nostri sogni.
E qui arriviamo all'apparente contraddizione, l'idea stessa di "concretizzare" qualcosa che, per definizione, e` "virtuale". Perche` la contraddizione e` apparente? La risposta e` semplice: l'appellativo "virtuale" andrebbe eliminato una volta per tutte, sostituito dal piu' appropriato "alternativo".
Fino al momento in cui l'alternativa non si trasforma in "parallela", quando cioe` i diversi mondi assumono, nel nostro schema di percezione del mondo, la stessa importanza.
La questione e` tutt'altro che banale, e non puo` essere liquidata semplicemente definendo alienati coloro che vivono queste realta` alternative con la stessa passione e/o presenza della RL (abbreviazione di Real Life).
Per inciso, sfido chiunque a dimostrare la presunta "realta`" del denaro sul quale si basa l'intera nostra economia mondiale, dato che circa il 90% della valuta circolante non corrisponde a nessun controvalore effettivo, sono solo bit in computer sparsi per il globo. E non si puo` dire che l'economia non abbia effetti sulla nostra RL, no?
Ancora, a nessuno verrebbe in mente di dare dell'alienato ad un nostro amico che sta telefonando alla sua ragazza, casomai lasciandosi andare alle doverose smancerie del caso. In fin dei conti, stando alle apparenze, sta dicendo cose carine ad un mucchietto di transistor e resistenze. E` ovvio che non e` cosi`.
Chi e` appassionato di MMPORG (Massive MultiPlayer Online Role Games) sa di cosa sto parlando. Il grado di coinvolgimento e` totale, e puo` persino essere fonte di reale alienazione. Ma questo e` un discorso lungo, e non e` mia intenzione approfondirlo qui ora.
Volevo invece sottolineare un punto essenziale che riguarda SecondLife, che lo distingue da qualsiasi altro MMPORG di mia conoscenza. Tutti quelli che ho visto finora, al di la` della loro capacita` di coinvolgimento, hanno una caratterstica: il contenuto, la storyline, le possibilita` di interazione sono tutte predefinite, progettate a priori dai creatori del gioco, e vanno prese as-is. Il fatto che i partecipanti siano persone reali, e che i giochi si svolgano online in tempo reale rende molto varie le situazioni, e spesso imprevedibili i loro sviluppi. Ma si percorre sempre e comunque un sentiero tracciato da qualcun altro.
Second Life rappresenta una vera rivoluzione, tanto semplice quanto epocale. Non ho paura di essere smentito quando affermo che questo e` l'embrione di un nuovo piano di esistenza, la cellula staminale del prossimo stadio evolutivo dell'homo sapiens.
I creatori di SL hanno messo a disposizione uno spazio vuoto, ed una serie di strumenti semplici ma efficaci per poter creare quello che serve a riempirlo. Come nella RL sono le persone che vivono questo spazio a creare, costruire, animare il mondo di SL. Aggiungete a questo che dal punto di vista legale quello che create e` effettivamente vostro, e che la valuta utilizzata in SL (i Linden dollars) hanno un cambio ufficiale nella RL, il gioco e` fatto. In effetti c'e` persino chi si e` fatto un mestiere e campa nella vita reale con i proventi del proprio lavoro in SL. Un po' azzardato, al momento, ma possibile.
La tecnologia ha i suoi limiti, e questi sono evidenti in un progetto azzardato come SL. Non provate neanche ad avvicinarvi se non avete una macchina adeguatamente attrezzata (niente che non si trovi ormai sulla maggior parte sulle scrivanie di un gamer, comunque) ed ovviamente una connessione broadband quantomeno decente. SL e` completamente online, sul vostro pc viene installato inizialmente solo un client. Tutto il resto (ed intendo proprio tutto) viene scaricato in tempo reale mentre vivete la vostra esperienza.
Second Life e` attualmente frequentato in prevalenza da computer-savvy, per ragioni abbastanza ovvie. Ci vuole un certo skill per creare oggetti, ed un buon programmatore apprezzera` senza dubbio le possibilita` offerte da LSL, il linguaggio di scripting embedded. Tuttavia a distanza di qualche anno dalla sua apertura SL e` diventato cosi` ricco e pieno di ogni bendidio da essere perfettamente godibile anche per un semplice visitatore. Non serve realmente saper programmare o usare un modellatore 3D per godersi la vita in SL, si puo` semplicemente entrare e vivere un intero universo creato da altre persone. Che e` quello che poi facciamo quotidianamente anche nella vita reale, no?
Non servono neanche soldi. L'accesso a SL e` gratuito, e non ci sono limitazioni nell'utilizzo. Se decidete di mettere su casa, aprire un negozio, o semplicemente vi piace fare shopping, intendete rifarvi il guardaroba, o vi interessa l'ultimo modello di scanner automatico con scudo di forza programmabile, allora la scelta e` vostra, andate ad uno sportello ATM (ovviamente virtuale) e scambiate una manciata di dollari (ovviamente reali) in valuta locale.
Of course, dopo una settimana da homeless ho comprato un piccolo appezzamento di terreno, ed ho stabilito in via definitiva la mia residenza. Al momento sono piuttosto impegnato, frequento corsi di programmazione e modellazione solida. Online, in una classroom attrezzata per gli esperimenti, e con insegnanti le quali sono persone che, come me, sono sedute a casa loro.
Se non vi interessa la modellazione solida, puo` essere che vi incuriosisca partecipare ad un corso di educazione sessuale applicata in SL (si si, c'e` bisogno di corsi, non fosse altro per capire che modello di ... mmm ... attrezzatura sia meglio acquistare da "montare" sul proprio avatar ... no sto scherzando).
Eh eh ... il riferimento alle attivita` sessuali e` chiaramente provocatorio. Essendo una simulazione completamente open e la cui evoluzione e` totalmente nelle mani degli utenti, sono state trasportate qui dentro tutte le attivita` che interessano l'homo sapiens, ed il sesso e` sicuramente una di queste. Personalmente trovo la cosa piuttosto noiosa, anche se divertente nei primi momenti. Preferisco di gran lunga esporare la citta` Elfica di Telador, o mettere alla prova le mie capacita` in uno scontro con un Cavaliere Jedi. Casomai dopo aver messo a punto la programmazione della mia spada laser.
Bene. Se avete intenzione di dare un'occhiata vi do una manciata di consigli per lo startup.
Primo, abbiate cura di darvi un nome decente, in SL il vostro account e` legato a vita al nome che avete scelto, quindi non battezzatevi "Prova" o "BelFighetto", che poi ve lo tirate dietro fin che campate, eh eh. Noterete che avete la possibilia` di scegliere solo il nome di battesimo, il cognome lo dovete selezionare da una lista che viene proposta in modo random.
Secondo, alla creazione dell'account vi chiedono i dati della vostra carta di credito. Tranqui, nessuno vi fa pagare nulla. E` solo uno strumento di tutela legale da parte di Linden Labs per assicurarsi che siate maggiorenni, visto i contenuti adulti della simulazione. Ovviamente se poi uno decide di fare l'upgrade del proprio account e/o semplicemente scambiare dollari con L$, allora i dati della credit card verranno usati allo scopo.
Terzo, inizialmente non preoccupatevi piu` di tanto per l'apparenza del vostro avatar, e` completamente modificabile in qualsiasi momento, in tutti i suoi aspetti ed anche oltre, tanto che potrete persino cambiare aspetto al volo a seconda delle occasioni. Ormai mi sto abituando a parlare con uno che sembra un lottatore di wrestling e che mi si trasforma davanti in uno scoiattolo o in un mech-warrior alto sei metri. Quello che mi da ancora un po' da fare e` quando uno mi si trasforma da incantevole fanciulla in un omone con barba e baffi. Qui non si sa mai realmente con chi hai a che fare, ma e` uno dei lati divertenti della cosa.
Ultimo: se decidete di entrare, fatemi un fischio, ovviamente online. Premete Control-F per aprire la finestra di "Find", selezionate "People", e mettete in ricerca il mio nome, "Kanna Shirakawa". Verra` visualizzato il mio profilo, ed avrete la possibilita` di inviarmi un messaggio istantaneo (Instant Message), se sono online vi rispondo, altrimenti il messaggio viene memorizzato e lo leggero` in seguito.
A proposito, durante la creazione dell'account vi viene richieste il nome (SL) di un eventuale referente, se avete il buon cuore di mettere il mio mi arriva un piccolo contributo in L$. Piu` che altro e` utile perche` nel momento in cui ci incontriamo ve li posso restituire, qualche spicciolo per iniziare e` senza dubbio utile.
Mmmm ... scusate se in questo mio articolo ho usato un sacco di parole inglesi, ma dopo un paio di settimane passate qui dentro inizio ad avere qualche problema di language switching. Ma non preoccupatevi se avete problemi con l'inglese, qui e` pieno di italiani, e ci sono anche persone piuttosto interessanti :-)
Arrivederci, ci si vede, spero, in SL.
Il tempo e` tiranno, e devo fare tutto di corsa. Lo so, sto trascurando il blog, e mi dispiace, perche` si sta riempiendo di cose interessanti.
Piccolo contributo, il link a questo sito http://ruscoebrusco.dyndns.org: abbiamo organizzato una discarica digitale, dove stiamo riversando materiale multimediale raccolto in anni di attivita`.
Nel futuro si prevede di aprirlo al pubblico, un luogo dove scaricare roba che si ha in qualche modo tra i piedi, ma che non deve finire all'inceneritore, anche se virtuale.
Incidentalmente e` anche un luogo dove stiamo provando interfacce di navigazione, come dire, anomale. Nonche` automatismi vari per la gestione dello smaltimento e del riciclo.
A farla da padrone, per il momento, CCCP, Ustmamo` e la (scomparsa) radio libera dell'Appennino Reggiano, Radio Blisga, un demenziale miscuglio di radio, televisione in differita (TeleOrso) e Repubbliche Ossiuriche Virtuali.
1963. L'anno nel quale sono nato.
L'anno nel quale piu` di 2000 persone persero la vita per una assurda e stupida storia di denaro, potere, intrallazzi. Quando 8 interi paesi furono spazzati via da un'immensa onda di fango, alcune decine di milioni di metri cubi di stupidita` umana con la forma di un'ondata d'acqua. Lo sciabordio di una vasca troppo piena.
Qualche tempo fa ho visto lo spettacolo di Paolini sulla tragedia del Vajont. Ho pianto, per il dolore, ed ho pianto per la rabbia nel prendere atto che la stupidita` umana non ha confini. Stasera ho visto il film, su RAI1. Ed ho pianto di nuovo. Per gli altri motivi.
Durante la visione della piece di Paolini ho pianto sull'onda emotiva, mentre lui raccontava con raccapricciante presenza gli ultimi secondi di vita della gente di Longarone, il vento caldo ed umido che ti avvolge, la tua corsa insensata, le gambe che si fanno sempre piu` pesanti, invischiate in una nuvola di particelle liquide che da nebbiosa diventa sempre piu` solida, e poi in un attimo non ci sei piu`. Emozione pura.
Ieri sera, invece, mi sono venute le lacrime agli occhi nel leggere che la corte di cassazione ha condannato a 5 anni il principale responsabile della strage. Cinque anni. Vediamo, 2000 moltiplicato per 70 (aspettativa di vita media negli anni '60), fa 140000. Cancelli in una decina di minuti 140mila anni di vita, e ti condannano a cinque anni di reclusione, scontati: tre.
Non sono un giustizialista. Non mi interessa, la coscienza (se ne possiede una) di questo individuo pensera` a fare il suo lavoro. Ma l'importante e` che la giustizia italiana ha reputato di non dovere alcun risarcimento alle vittime. Questo mi ha sempre dato da pensare.
Non voglio tirarla per le lunghe. Nel 1963 sono nato io. Non sono un mistico, non credo nella reincarnazione, ma non riesco a non pensare che qualcuna di quelle 2000 anime dannate non abbia pensato di ritornare nel posto che spettava loro usando il corpo di quelli che sono nati in quel periodo. E penso queste cose quando sento su di me il peso di certe nefandezze, posso spiegarmi il senso di dolore che provo, ma non quello della vergogna, che pure sento fortissimo.
Prendetela come viene, l'emozione mi gioca dei brutti scherzi ...
Non c'e` limite alla fantasia, vero? Neanche ai modi con i quali si possono maltrattare i propri clienti, quando il mercato e` di fatto un reclutamento coatto.
Usate prodotti Microsoft, mi raccomando. E pagate le licenze, siamo persone a modo, mica pirati. E se avete problemi di sicurezza, prendetevela in quel posto: prima di ricevere le patches dovrete aspettare che le abbiano ricevute ed installate le agenzie governative USA, poi che i cracker di tutto il mondo vengano a metter su casa nel tuo server, e solo ora puoi premere l'icona di Winzozz Update ed avere il tuo orgasmo. Tempo stabilito da contratto, 1 mese ...
Ci sono reali esperienze di ricerca nel campo della pedagogia e dell'educazione, sperimentazioni che esplorino realmente modi alternativi per risolvere i nodi cruciali di una istituzione, quella scolastica, che e` palesemente sempre piu` inadeguata a dare risposte alla nostra follia collettiva?
La risposta e` si, e la cosa incredibile e` che funzionano. E` talmente incredibile che, infatti, vengono definite "utopie". Strano, perche` una cosa che all'atto pratico funziona non puo`, per definizione, essere chiamata utopia.
"O' Pelouro" e` una scuola sperimentale statale spagnola, nata negli anni '70. Un progetto ambizioso e completamente fuori dagli schemi. Una scuola in grado di insegnare a bambini "normali", ma sopratutto a bambini autistici, down, superdotati, con disfunzioni emozionali.
Una scuola dove i canoni tradizionali dell'insegnamento sono stati analizzati, sezionati, verificati con un rigore scientifico assoluto. E bocciati. Perche` inefficaci, nella migliore delle ipotesi. Quando addirittura fonte degli stessi problemi e disagi mentali che proprio l'educazione dovrebbe prevenire. Fino al punto di arrivare a definire una nuova patologia, la "normopatia".
Il concetto e` semplice: la "normalita`" in natura non esiste, e` un concetto puramente statistico. La natura e` basata sulla diversificazione, non sull'omologazione. Piu` gli organismi viventi sono complessi, piu` si distaccano dal concetto di omologazione. Eppure, incredibilmente, la nostra societa` insegue il mito della "norma" come fosse il massimo bene possibile. E la scuola e` il primo luogo, insieme alla famiglia, dove si attuano le pratiche per castrare la diversificazione naturale dei bambini, in modo da portarli verso l'ideale, malsano, dell'omologazione.
Polli di allevamento, diceva il compianto Gaber.
Da questo tipo di ragionamento nasce l'esperienza del Pelouro. I suoi fondatori iniziano a studiare modelli educativi realmente alternativi, pratiche quotidiane nelle quali l'insegnamento delle materie di stato viene effettuato prevalentemente all'aperto, in gruppo, senza libri di testo prestabiliti, attingendo alle informazioni quando servono e dove si trovano, sui libri, si, ma anche da Internet, dai quotidiani, dalla televisione, dalla natura, dall'osservazione diretta dei fenomeni. Un approccio olistico, oserei dire. Una scuola dove gli insegnanti non sono "sopra" i loro studenti, ma sono "di lato", defilati. La regola fondamentale e` interferire il meno possibile con i naturali processi di apprendimento dei bambini.
Perche` i bambini sono gia` morfologicamente strutturati per imparare, e` nella loro natura. Sembra la scoperta dell'acqua calda. Ed invece, a ben pensare, tutta la nostra struttura scolastica sembra impegnata a negare questa evidenza. L'idea base della scuola tradizionale e` che il bambino non sia in grado di apprendere senza che gli vengano forniti opportuni "strumenti" e "metodi". Se non che quelli che gli vengono forniti sono gli strumenti e i metodi pensati dagli adulti, che hanno gia` una mente castrata e limitata. Sono adulti normopati.
Attenzione, non stiamo parlando di una comunita` di svitati, o di una eccentrica setta religiosa. Stiamo parlando di una scuola statale, che copre il ciclo educativo che va dalla scuola materna fino alla scuola media. Una scuola che, comunque, deve rendere conto allo stato dell'osservanza del programma di studi ministeriale. E che alla fine sforna studenti in grado di affrontare in modo piu` che brillante gli studi superiori. Una scuola che riceve regolarmente delegazioni di professori, presidi, studiosi, pedagogisti, psichiatri che vengono a studiare il caso e a prendere esempi, ad attingere all'incredibile mole di documentazione accumulata in questi trent'anni (tutto quello che avviene nella scuola e` documentato ed archiviato tramite foto e filmati).
Un luogo dove riescono a fare quello che pare un miracolo, togliere i bambini autistici dal loro autoisolamento. Non ho abbastanza esperienza in materia, ma credo che siano gli unici che riescano a farlo.
Una scuola della quale, pero`, stranamente non si sente mai parlare. Tanto che le uniche informazioni che ho trovato sono in lingua spagnola. Anche il link che ho riportato e` in questa lingua. Vale la pena di provare a tradurlo, credetemi.
Una curiosita`: O Pelouro non ha un sito internet. In effetti non ha neanche pubblicazioni sue. I suoi fondatori, pur essendo psichiatri e pedagogisti di fama internazionale, non hanno scritto un articolo uno su quanto stanno facendo. Perche`? La risposta la danno loro: scrivere avrebbe significato formalizzare, e la formalizzazione e` il principio dell'omologazione.
Loro non parlano a vuoto, loro fanno.
Non disquisiscono in modo astratto sull'educazione o sul disagio mentale, loro partecipano, fisicamente ed emotivamente.
Non insegnano, ma sono parte del processo di apprendimento dei loro studenti.
Il governo è stato battuto alla Camera sulla revisione delle leggi penali militari di pace e di guerra. In pratica il disegno di legge che il governo voleva approvare prevedeva l'utilizzo del Codice Penale Militare di Guerra anche per i civili in missione (volontari, Ong in missione umanitaria e giornalisti). Questa legge avrebbe di fatto limitato (con pene fino a 20 anni di carcere per i trasgressori) le possibilità di divulgazione di informazioni a chi partecipa, civile o militare che sia, alle missioni internazionali italiane.
(Fonte: vita)
Alla faccia dei liberal ...
Giusto per inaugurare questa sezione, ecco il link ad un sito che parla di uno dei piu` grandi successi commerciali dell'Italia. Giusto per divertimento, leggete un po' i commenti nell'apposita sezione (nel sito linkato, non qui) ...
Sono stato un po' indeciso se postare il link a questa notizia nella sezione S.O.S., piuttosto che nella Introspector.
In fin dei conti rubare una spada virtuale per ritrovarsi poi ad essere accoltellato per davvero sembra si` una cosa molto stupida, ma guardandola da un altro punto di vista, puo` risultare difficile stabilire con certezza cosa e` reale e cosa e` virtuale.
In fin dei conti ci sono un sacco di collezionisti, giusto per fare un esempio, che pagano cifre allucinanti per cose di per se senza alcun valore. Ma oggettivamente, in questi casi, il valore aggiunto dell'emotivita` legato alla bramosia di possedere un pezzo raro, rende il tutto reale, almeno agli occhi dei soggetti interessati.
Quindi un giocatore di MMORGP che si vende (nel mondo reale) la mitica (per lui) "Spada del Drago" sta vendendo un bene di un certo valore, anche se non esiste. Tanto che l'hanno pure pagata la cifra equivalente di 700 euro.
Ovvio, le coltellate del compagno di gioco sono reali, e lo hanno ammazzato per davvero. Peccato, cliccare sull'icona della resurrezione non funziona. D'altro canto la spada gli era stata prestata, quindi virtuale o meno sto tizio si e` comportato da fetuso. E da fetuso e` schiattato.
Interessante invece la risposta della polizia al derubato, che poi e` quella che pare abbia scatenato l'ira omicida: ti hanno rubato qualcosa che non esiste, non vale, non ci sono leggi che puniscano furti virtuali.
Perche`, mi chiedo io? Davvero non esistono? E le leggi demenziali che regolano il sistema dei brevetti USA? Che qualche furbastro sta cercando (forse con successo, porco mondo!) di importare anche in Europa?
Gia`, ma qui e` la Cina, per ora da loro i brevetti, copyright e marchi registrati sono oggetto di imbarazzo. Perseguire un furto virtuale? Che, scherziamo? Hai visto mai, che si crea un precedente, e poi ci tocca smettere di produrre le imitazioni dei falsi delle copie delle borse di Gucci ...
Inauguriamo l'Osservatorio sulla Stupidita` Umana con il link a questa notizia di Punto Informatico.
Come diceva Einstein "solo due cose sono infinite, l'Universo e la Stupidita` Umana. Ma sul primo ho qualche dubbio".
Il Peer To Peer, o P2P, e` indubbiamente la grande Spina nel Fianco (per non dire di peggio) della massima espressione dell'argomento di questa sezione del blog.
Attenzione, stupido non vuol dire poco furbo, anzi, sfatiamo un mito: i furbi normalmente sono molto stupidi. Se fossero intelligenti non avrebbero bisogno di essere furbi. Un "furbo" e` uno che, pur non avendo titolo di trattare un argomento, riesce comunque a farlo, e a tirare pure l'acqua al suo mulino.
Chiaro che per riuscire l'operazione necessita come controparte una platea di altri furbi, ma meno di quello vincente. In questa gara al ribasso il piu` pescecane mangia tutto il piatto, e gli altri rimangono a bocca asciutta, con la convinzione che la prossima volta, trovando qualche babbeo adatto, si potranno rifare.
Vittime innocenti sono, immancabilmente, i tonti e puri di spirito del caso. Con la precisazione che questi ultimi, se non altro, rimarrano con la loro anima rosea intatta, che non e` poco. Per i tonti, invece, nulla da fare.
Ironia della sorte, a ben guardare, quelli che piu` ci rimettono sono proprio i furbi. Per ciascuno di loro con problemi di obesita` al portafoglio ci sono migliaia di scornati. E nessuno di loro ha come ancora di salvezza una vita interiore degna di questo nome.
Ritornando al P2P, le major (nome generico con cui si identificano case discografiche, industriali dell'entertainment, magnati del multimedia, esattori e gabellieri vari) continuano a dimostrare al mondo la loro natura parassitica e cancerosa, creature immense che hanno come unico scopo quello di trangugiare denaro senza contropartita alcuna, e senza preoccuparsi del fatto che stanno ammazzando l'ospite. Neanche capaci di fare i parassiti, cacchio.
Sto esagerando? Non direi proprio. Mi pare che sia piuttosto una tendenza generalizzata del cosiddetto "libero mercato globale".
I padri della moderna economia concordavano su una cosa: i soggetti del mercato sono partner, e lo scambio deve essere mutuale, solo cosi` l'economia funziona. Personaggi come Henry Ford, mica pisquani qualsiasi. Che dimostrarono coi fatti la validita` di questo principio, e che segnarono la fine di una economia basata sullo sfruttamento. Perche` solo uno stupido non lo capisce, se sfrutto senza dare nulla in cambio, prima o poi la fonte della mia ricchezza si esaurisce, e rimango in braghe di tela.
Ma la storia ci insegna che non sempre c'e` una evoluzione, a volte si torna indietro. Ed e` evidente che siamo tornati indietro. Ci sono migliaia di esempi sotto gli occhi di tutti, ma le major, tanto per restare in argomento, sono una delle massime espressioni di questa economia nichilista. Vendono il nulla, anzi, lo vendono e rivendono piu` volte, facendolo pagare caro, e facendolo pagare anche a chi non lo compra (vogliamo parlare della tassa SIAE sui supporti vergini?) e nonostante tutto il mondo gli si stia rivoltando contro, continuano imperterrite sulla loro strada.
Il fatto che i governi delle cosiddette "democrazie" stiano soddisfacendo in modo pedissequo le loro assurde pretese la dice lunga sullo stato di questa cosa marcescente che continuiamo a chiamare "economia".
Il sistema e` al collasso, ma un collasso puo` durare un'eternita`. Non ci resta che stare al balcone e, per consolarci, commentare, o ancora meglio, farci due risate.
Buon divertimento a tutti.
Che ne dite, cominciamo?
Direi che sarebbe ora. Ho l'accesso a questo blog da un paio di settimane, e gia` comincio a vedere tracce di muffa alle pareti.
Postare su un blog o su un forum pare non essere troppo differente, ma postare nel proprio blog, sopratutto all'inizio, e` come apparecchiare un tavolino fuori dal ristorante e sperare che qualche affamato si sieda.
O come mettere del miele per le mosche. Si, appunto,il web, la ragnatela mondiale.
Mah. La carta moschicida l'ho piazzata, ora vediamo come butta.
Giusto per non essere tirchi (e per vedere l'effetto che fa) ci mettiamo anche un link ad una pagina interessante, sempre utile sapere quali sono i veri giochi di potere del pianeta.