La malattia della normalita`

21.05.05

Ci sono reali esperienze di ricerca nel campo della pedagogia e dell'educazione, sperimentazioni che esplorino realmente modi alternativi per risolvere i nodi cruciali di una istituzione, quella scolastica, che e` palesemente sempre piu` inadeguata a dare risposte alla nostra follia collettiva?

La risposta e` si, e la cosa incredibile e` che funzionano. E` talmente incredibile che, infatti, vengono definite "utopie". Strano, perche` una cosa che all'atto pratico funziona non puo`, per definizione, essere chiamata utopia.

"O' Pelouro" e` una scuola sperimentale statale spagnola, nata negli anni '70. Un progetto ambizioso e completamente fuori dagli schemi. Una scuola in grado di insegnare a bambini "normali", ma sopratutto a bambini autistici, down, superdotati, con disfunzioni emozionali.

Una scuola dove i canoni tradizionali dell'insegnamento sono stati analizzati, sezionati, verificati con un rigore scientifico assoluto. E bocciati. Perche` inefficaci, nella migliore delle ipotesi. Quando addirittura fonte degli stessi problemi e disagi mentali che proprio l'educazione dovrebbe prevenire. Fino al punto di arrivare a definire una nuova patologia, la "normopatia".

Il concetto e` semplice: la "normalita`" in natura non esiste, e` un concetto puramente statistico. La natura e` basata sulla diversificazione, non sull'omologazione. Piu` gli organismi viventi sono complessi, piu` si distaccano dal concetto di omologazione. Eppure, incredibilmente, la nostra societa` insegue il mito della "norma" come fosse il massimo bene possibile. E la scuola e` il primo luogo, insieme alla famiglia, dove si attuano le pratiche per castrare la diversificazione naturale dei bambini, in modo da portarli verso l'ideale, malsano, dell'omologazione.

Polli di allevamento, diceva il compianto Gaber.

Da questo tipo di ragionamento nasce l'esperienza del Pelouro. I suoi fondatori iniziano a studiare modelli educativi realmente alternativi, pratiche quotidiane nelle quali l'insegnamento delle materie di stato viene effettuato prevalentemente all'aperto, in gruppo, senza libri di testo prestabiliti, attingendo alle informazioni quando servono e dove si trovano, sui libri, si, ma anche da Internet, dai quotidiani, dalla televisione, dalla natura, dall'osservazione diretta dei fenomeni. Un approccio olistico, oserei dire. Una scuola dove gli insegnanti non sono "sopra" i loro studenti, ma sono "di lato", defilati. La regola fondamentale e` interferire il meno possibile con i naturali processi di apprendimento dei bambini.

Perche` i bambini sono gia` morfologicamente strutturati per imparare, e` nella loro natura. Sembra la scoperta dell'acqua calda. Ed invece, a ben pensare, tutta la nostra struttura scolastica sembra impegnata a negare questa evidenza. L'idea base della scuola tradizionale e` che il bambino non sia in grado di apprendere senza che gli vengano forniti opportuni "strumenti" e "metodi". Se non che quelli che gli vengono forniti sono gli strumenti e i metodi pensati dagli adulti, che hanno gia` una mente castrata e limitata. Sono adulti normopati.

Attenzione, non stiamo parlando di una comunita` di svitati, o di una eccentrica setta religiosa. Stiamo parlando di una scuola statale, che copre il ciclo educativo che va dalla scuola materna fino alla scuola media. Una scuola che, comunque, deve rendere conto allo stato dell'osservanza del programma di studi ministeriale. E che alla fine sforna studenti in grado di affrontare in modo piu` che brillante gli studi superiori. Una scuola che riceve regolarmente delegazioni di professori, presidi, studiosi, pedagogisti, psichiatri che vengono a studiare il caso e a prendere esempi, ad attingere all'incredibile mole di documentazione accumulata in questi trent'anni (tutto quello che avviene nella scuola e` documentato ed archiviato tramite foto e filmati).

Un luogo dove riescono a fare quello che pare un miracolo, togliere i bambini autistici dal loro autoisolamento. Non ho abbastanza esperienza in materia, ma credo che siano gli unici che riescano a farlo.

Una scuola della quale, pero`, stranamente non si sente mai parlare. Tanto che le uniche informazioni che ho trovato sono in lingua spagnola. Anche il link che ho riportato e` in questa lingua. Vale la pena di provare a tradurlo, credetemi.

Una curiosita`: O Pelouro non ha un sito internet. In effetti non ha neanche pubblicazioni sue. I suoi fondatori, pur essendo psichiatri e pedagogisti di fama internazionale, non hanno scritto un articolo uno su quanto stanno facendo. Perche`? La risposta la danno loro: scrivere avrebbe significato formalizzare, e la formalizzazione e` il principio dell'omologazione.

Loro non parlano a vuoto, loro fanno.

Non disquisiscono in modo astratto sull'educazione o sul disagio mentale, loro partecipano, fisicamente ed emotivamente.

Non insegnano, ma sono parte del processo di apprendimento dei loro studenti.

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Categorie: Scuola
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Commento di: chiara [Visitatore]
Cao, mi sono imbattuta nel tuo articolo mentre cercavo il sito del Pelouro, di cui ho sentito parlare pochi giorni fa e di cui volevo capire un pò di più. Volevo chiederti se tu hai avuto modo di vedere da vicino come è organizzato il lavoro lì e se potevi dare qualche informazione in più su questa esperienza che mi sembra interessantissima. Grazie, Chiara
PermalinkPermalink 10.11.06 @ 13:46
Commento di: impuissance [Visitatore] · http://medicamentimpuissance.net
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