Archivi per: Novembre 2005

10.11.05

1963. L'anno nel quale sono nato.

L'anno nel quale piu` di 2000 persone persero la vita per una assurda e stupida storia di denaro, potere, intrallazzi. Quando 8 interi paesi furono spazzati via da un'immensa onda di fango, alcune decine di milioni di metri cubi di stupidita` umana con la forma di un'ondata d'acqua. Lo sciabordio di una vasca troppo piena.

Qualche tempo fa ho visto lo spettacolo di Paolini sulla tragedia del Vajont. Ho pianto, per il dolore, ed ho pianto per la rabbia nel prendere atto che la stupidita` umana non ha confini. Stasera ho visto il film, su RAI1. Ed ho pianto di nuovo. Per gli altri motivi.

Durante la visione della piece di Paolini ho pianto sull'onda emotiva, mentre lui raccontava con raccapricciante presenza gli ultimi secondi di vita della gente di Longarone, il vento caldo ed umido che ti avvolge, la tua corsa insensata, le gambe che si fanno sempre piu` pesanti, invischiate in una nuvola di particelle liquide che da nebbiosa diventa sempre piu` solida, e poi in un attimo non ci sei piu`. Emozione pura.

Ieri sera, invece, mi sono venute le lacrime agli occhi nel leggere che la corte di cassazione ha condannato a 5 anni il principale responsabile della strage. Cinque anni. Vediamo, 2000 moltiplicato per 70 (aspettativa di vita media negli anni '60), fa 140000. Cancelli in una decina di minuti 140mila anni di vita, e ti condannano a cinque anni di reclusione, scontati: tre.

Non sono un giustizialista. Non mi interessa, la coscienza (se ne possiede una) di questo individuo pensera` a fare il suo lavoro. Ma l'importante e` che la giustizia italiana ha reputato di non dovere alcun risarcimento alle vittime. Questo mi ha sempre dato da pensare.

Non voglio tirarla per le lunghe. Nel 1963 sono nato io. Non sono un mistico, non credo nella reincarnazione, ma non riesco a non pensare che qualcuna di quelle 2000 anime dannate non abbia pensato di ritornare nel posto che spettava loro usando il corpo di quelli che sono nati in quel periodo. E penso queste cose quando sento su di me il peso di certe nefandezze, posso spiegarmi il senso di dolore che provo, ma non quello della vergogna, che pure sento fortissimo.

Prendetela come viene, l'emozione mi gioca dei brutti scherzi ...

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Categorie: Introspector

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