Progetti virtuali per realtà reali

27.10.07

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Riprendo la rubrica su Second Life dopo oltre un anno di assenza da questo blog (shame on me!), ripropondendomi di farmi vedere più spesso da queste parti B)

In un anno ne accadono di cose, ancora di più se parliamo di un mondo virtuale dove i tempi sono slegati dal reale e, cosa tipica dei new media, molto più rapidi.

Tranquilli, non ho intenzione di fare un riassunto dell’anno trascorso (vedevo già un rotear di maroni furibondo all’orizzonte). Mi limito per ora ad accennarvi al progetto che mi sta impegnando maggiormente nella seconda vita, e che a ben vedere tanto seconda non è, ne per me, ne per i contenuti del progetto.

Underworld (sottotitolo: Italian Mafia City, si presenta come una città role play, un ambiente urbano degradato che, come si evince dal sottotitolo, ripropone le logiche di una tipica cittadina italiana (del sud? del nord? chi può dirlo).

L’ambientazione di gioco è chiaramente pretestuosa, e le critiche e gli attacchi ricevuti a piene mani, sopratutto i primi tempi, ci hanno dato modo di vedere come spesso la gente apre bocca prima ancora di guardare, e ancora spesso la apre anche dopo aver guardato, senza ovviamente vedere. Vabbè direte voi, mica è una novità.

Vero, ma sperimentare sulla propria pelle, consapevolmente, questo meccanismo è interessante, e molto utile per esplorare i vari modi con i quali è possibile (oppure no) veicolare un messaggio.

Perchè Underworld, dietro la facciata del role play, porta avanti un progetto di sperimentazione delle possibilità offerte da questo nuovo media, che tutti sembrano conoscere (dopo Matrix il mondo si è riempito di esperti del Metaverso), ma che alla fine nessuno ha ancora esplorato.

Nella seconda metà degli anni 90 il mondo ha subito una rivoluzione, che molti non hanno ancora compreso. Per la verità alcuni non se ne sono neppure accorti, ad esempio buona parte della classe politica. Internet ha aperto le porte a modi completamente nuovi di concepire il lavoro, la cultura, l’informazione, la socialità. Ci sono voluti 10 anni di tentativi, spesso di flop, per cominciare a capire che cosa ci si poteva realmente fare.

Eppure tante promesse non sono state mantenute. Continuiamo ad intasare le strade tutte le mattine per andare al lavoro. Continuiamo a consumare milioni di metri cubi di carta (anzi, la cosa è peggiorata con la diffusione delle stampanti), continuiamo a dover fare la fila per pagare bolli, chiedere certificati. E nell’agghiacciante logica di un mondo basato sul business fine a se stesso, gli ambiti dove Internet avrebbe espresso in modo eccelso le sue peculiarità, rimangono quelle più lontane: la scuola, la pubblica amministrazione, l’assistenza ai disabili, il telelavoro, la cura del malessere sociale.

Complice di questo processo che ha creato nuove forme di emarginazione e discriminazione, una mancanza di cultura di base, ovvia per un media così innovativo, e una diffidenza innata nell’uomo verso qualsiasi situazione sconosciuta. L’uomo è un animale abitudinario, e si fa forza della propria cecità: ciò che non vede non gli può fare paura. Per questo motivo, e non per una tanto sbandierata maggiore elasticità mentale, sono i ragazzini e (caso strano) persone della terza età che si avvicinano più rapidamente ad Internet.

Ora siamo alle soglie di una rivoluzione della rivoluzione. Le realtà virtuali, riproponendo graficamente e funzionalmente modelli simili a quelli reali, rendono meno difficoltoso l’approccio. Al punto di poter generare, questo si sa, un’attrazione morbosa (discorso lungo che non ho intenzione di approfondire ora).

Sperimentando, possiamo vedere come la combinazione di una rappresentazione amichevole e in qualche modo “conosciuta", unita all’idea di muoveri in un ambiente semi-anonimo, o comunque dove ci si può permettere di comportarsi come non ci si comporta di solito, fa abbassare le difese, e ti costringe a metterti in discussione.

E così arrivi nella città mafiosa, con le armi in mano convinto di arrivare in un posto dove tutti si sparano addosso, e ti ritrovi ad ascoltare le esperienze di vita di un poliziotto vero, che ti racconta la mafia come non l’hai mai letta sui giornali o vista in tv. In tribunale, trasformato per l’occasione in un salotto di conversazione. Ascolti, segui la pantomima tra i carabinieri in sala e il Sindaco (mafioso), che parlano a tema, seguendo le regole del gioco di ruolo … guardi le foto di Borsellino e Falcone appese sul muro, e comini a pensare che le cose non sono proprio come pensavi.

Interrompe la scena il Dott, che annuncia, giustamente euforico, che ha appena salvato la vita ad un bambino. E’ cardiochirurgo, e insieme ad altri medici, volontari del 118 e persone di buona volontà, trova il tempo tra un’operazione e l’altra di seguire il Consultorio della città. Dove chi ha un disagio, un problema, vero, non virtuale, trova persone competenti che lo ascoltano. Funziona, questa cosa. Chi non ha il coraggio di fare un certo passo nella vita reale, o chi entra qui con l’inconfessato proposito di allontanarsi dalla realtà e perdersi definitivamente, si ritrova invece con una mano tesa.

Certo, il Consultorio è in una posizione forse non proprio adatta, confina con la Disc-Arica, la discoteca trash della città. Beh, è sicuramente un luogo chiassoso, ma il bello di Second Life è che se la musica ti disturba, la spegni. E se invece, con la scusa di farti un ballo (virtuale) ti ritrovi a chiacchierare con un gruppo di persone vestite da pirata, o con più gomma e borchie addosso di un TIR, non è male. E puoi persino scoprire di avere qualche talento nascosto, come intrattenitore, o DJ, fotografo …

Le occasioni di conoscere persone interessanti e di farsi conoscere non mancano, la città ospita eventi mondani, come la presenza in Disc-Arica dei famosi DJ Flavio Vecchi e Giulia Regain, o il concerto live degli M4TM, stasera. Me li sono persi quando hanno suonato a Reggio, per ovvie ragioni, me li sono visti stasera :D

Vabbuò … come post di ritorno penso di avere scritto abbastanza (vedo di nuovo ripartire movimenti rotatori all’orizzonte). Qui in Disc-Arica si sono messi a fare il gioco della bottiglia, mi sembra di essere tornato alle superiori. Io mi faccio un lento con Terry, che è vero che è il maresciallo dei Carabinieri e io sono l’Assessore (mafioso), ma ora è fuori servizio :>>

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Commento di: CD receiver [Visitatore] · http://viewgadgets.net
You are the worst writer
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