In questo articolo su Gedgetblog si parla di questo inusuale sistema di raffreddamento.
Assolutamente da vedere. Le bollicine, poi, sono una vera chicca.
Dal “Corriere della Sera“:
Mohamed Hegazi, egiziano, si è convertito al cristianesimo. Vuole ufficializzare la sua fede ma una fatwa islamica lo condanna a morte. Autorità e Chiesa tacciono.
Magdi Allam si conferma un giornalista con i contro-fiocchi.
Questa volta, se nessuno farà nulla, significa che stiamo definitivamente abdicando ai valori nei quali crediamo e che sono un baluardo del mondo civile.
Il silenzio della Chiesa, poi, è quello più assordante.

Vi consiglio di dare un’occhiata a questo blog di Repubblica.
In pratica vengono raccolte le esperienze dei lettori sul clima che cambia.
Niente di nuovo, mi direte. E’, pero’, impressionante notare come tutti raccontino le stesse cose. Gli stessi allarmanti segnali.

da Il Disinformatico di Paolo Attivissimo
A Ferragosto, Google chiuderà il servizio a pagamento di Google Video e chiunque ha acquistato video lucchettati da questo servizio non potrà più vederli. E non c’è assolutamente nulla da fare per cambiare le cose.
Questa, in sintesi, la lezione più bruciante ed esemplare di cosa significa il DRM: l’arroganza del potere applicata al mondo digitale. Quello che rende ancora più irritante la notizia è la fonte di questo sopruso: Google, il dittatore illuminato della Rete, la società che non sbaglia un colpo, il colosso che ci dovrebbe aiutare a sconfiggere il monopolio di zio Bill.
Forse è ora di svegliarsi e capire che Google è come tutte le altre aziende: non fa beneficenza, e se deve scegliere fra i propri interessi e quelli dei suoi clienti, sceglie i propri senza batter ciglio, e al diavolo la Difesa della Cultura Digitale e tutte quelle fesserie con cui spesso i pensatori della Rete imbellettano le dispute online.
Qui trovate la mail di annuncio della chiusura: chi ha pagato non potrà più vedere i video a partire dal 15 agosto. Trovate altri dettagli qui e qui, e un articolo profetico di Cory Doctorow qui. Ai clienti verranno dati cinque dollari di rimborso, da spendere nei siti convenzionati con il sistema di pagamento Google Checkout. Entro 60 giorni.
Questo è quello che chi è contrario al DRM paventava da tempo: comperando musica o video lucchettati, l’acquirente si espone alla revocabilità dei suoi diritti di visione o ascolto. Il DRM che consente il ritiro dei diritti di fruizione, come quello di Google Video, è equivalente a un poliziotto privato che ti entra in casa e ti porta via i libri che hai comprato e che credevi di possedere per sempre. E lo fa perché gli gira così, punto e basta. E tu, misero cliente, devi stare zitto e non fiatare, altrimenti sei un pirata, un sovversivo.
Per citare una celebre battuta, Google è come Darth Vader: “Ho cambiato le regole del nostro accordo. Prega che non le cambi ancora".
Non credo sia necessario aggiungere altro.
E quando penso che ho un chip fritz sotto la tastiera del laptop, mi viene un accidente.
Se solo mi accorgo che lo attivano, vado in California dal Steve Jobs e gli spezzo lo manine…
http://www.no1984.org
from Boing Boing by Cory Doctorow
Cory Doctorow: Some Venetian merchants are keeping three sets of prices: the price they charge locals (low), the price they charge tourists (higher) and the price they charge rude tourists (highest). “Rudeness” includes not speaking Italian. Venetian police are trying to put a stop to it by spot-checking restaurant register receipts against the menu prices and assessing fines against offenders.
“There are different pricing levels,” said Franco Conte, the head of the Venetian branch of Codacons, the Italian consumer rights group.
“If you are Italian, a croissant and a cappuccino costs €3.50 (£2.40),” he said. “If you speak another language, it costs €7…Maria Tosi, who runs a tobacconist, said tourists could do simple things to try to get a better price such as saying hello when entering a shop or restaurant, or learning a few words of Venetian dialect. advertisement
“It really offends us when they walk in, make their demands and walk out,” she said. “We Venetians spend all our time being polite to each other.”
Italiani popolo di “furbi".
In un certo senso mi fa piacere pensare al turista maleducato giustamente “punito” per la sua cafoneria.
Ma, allora, cosa dovrebbero fare all’estero nei nostri confronti? Noi che notoriamente siamo quanto di peggio si possa pensare, da questo punto di vista?
In ogni caso, è l’ennesimo esempio dell’arroganza con cui i veneziani trattano quella che è allo stesso tempo la loro fortuna e condanna: il turismo.
Forti del fatto che l’unicità e la bellezza della loro città saranno sempre in grado di attrarre nuovi polli da spennare.

E’ da un paio di giorni che volevo commentare la notizia di Google News che ha aggiunto la possibilità di commentare le notizie (per ora solo negli USA).
Allora vediamo un pò in ordine sparso:
* la notizia è importante per due motivi: il primo è che ormai qualsiasi cosa faccia Google è importante!
Il secondo è che una decisione di questo tipo segnerebbe il passaggio da Google “ricercatore di contenuti” a Google “produttore/curatore di” contenuti.
Le conseguenze di un tale cambiamento sono ovviamente di proporzioni immense per il mondo dei media.
Google non sarebbe più soltanto uno strumento tecnico (di fatto non lo è già più da una vita, ma nell’immaginario collettivo è ancora solo un “motore di ricerca"), un possibile partner tecnologico, ma diventerebbe un competitor vero e proprio.
* le critiche non sono mancate
* come sempre Google parte con un’iniziativa e poi valuta.
Se funziona prosegue se non funziona fa abort.
Anche in questo caso testeranno il funzionamento e le reazioni per poi decidere il da fare.
Se la sperimentazione produrrà risultati positivi state certi che Google la porterà avanti a prescindere dagli editori.
E’ BigG ad avere il coltello dalla parte del manico non gli editori tradizionali.
* su Google News non c’è adv = Google non guadagna dal traffico generato sulla sezione News.
Al contrario indirizza traffico ai siti presenti su Google News (che invece monetizzano quel traffico). Se fate informazione online, preferite essere presenti o assenti su GNews?
* a livello macro se osserviamo cosa è diventato Google e cosa diventerà siamo da un lato affascinati dall’altro spaventati.
Google è il database delle intenzioni dell’umanità .
E’ il socio di maggioranza di tutti gli editori online e della stragrande maggioranza dei siti che fanno business (se Google ti toglie dai suoi indici chiudi).
Google è il futuro attuale della TV.
Google ha in mano tutti i dati degli utenti, email, calendari, video, foto, post, mappe, documenti, dati di traffico, conversazioni IM, libri… (= ha in mano il mondo).
Google possiede il più grande focus group mondiale, in tempo reale, disponibile sul mercato.
Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione.
Cosa ne faranno dipende solo da loro.
Ora, i dubbi nascono non dalla mancanza di fiducia verso Page e Brin (che hanno dimostrato di essere geni allo stato puro) ma dall’essere Google un’azienda. Un’azienda persegue sè stessa. Il suo profitto. La sua sopravvivenza.
Se Larry e Sergey se ne andranno?
Se cambieranno gli azionisti?
Chi gestira i dati del mondo a quel punto? In quali mani saremo?
Questo spiega video come il Google Master Plan e il crescente declino di credibilità tra gli addetti ai lavori del claim “don’t be evil".
* Google si sta sviluppando come Microsoft, seguendone le stesse linee di crescita.
Da start up, a società tecnologica, a società media, a colosso mondiale in grado di influenzare di fatto qualsiasi settore. Ricordate quando Microsoft dichiarava che non sarebbe mai entrata nel settore degli applicativi per ufficio perché era solo una piattaforma per i partner?
Questo non è nè bene nè male. E’ business e come tale va trattato.
BigG non è un gigante buono o il salvatore del mondo; è un’azienda privata che realizza prodotti - e utili - straordinari ma resta pur sempre un’azienda. Ricordiamocene.Mi dite la Vostra?
UPDATE !
Mauro ha un ottimo post sul tema dove mette in luce il concetto degli “human content everywhere”.
[Via Internet con Marco Montemagno]
E’ un tema molto attuale. Allo stesso tempo preoccupante e avvincente. La questione non è più cosa sia Google oggi, ma cosa possa arrivare ad essere.
E poi?

Quasi tutti conoscono l'ormai famosissimo del.icio.us che, a dispetto del look minimalista del sito, nasconde potenzialità e le features molto interessanti.
Da qualche tempo ho scoperto come integrarle con Firefox, il mio browser preferito.
Il vantaggio principale è quello di avere tutti i links con i vari tags disponibili e sempre sincronizzati sul pc di casa, su quello dell'ufficio e sul laptop.
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