Riprendo questo link dal blog di Montemagno per segnalare questo bel video.
L’idea di paragonare il web al tessuto neurale non è nuova, ma sempre molto affascinante.
Da qualche tempo sto sperimentando il cosiddetto “social network“. Per meglio dire sto provando qualcuno dei suoi strumenti più conosciuti (Facebook in primis ma anche Tumblr, ecc).
Tutto interessante e con aspetti che portano a considerazioni disparate.
Ma non è questo il tema su cui voglio soffermarmi.
La domanda che immediatamente mi sono posto è se questa “rete sociale” sia l’evoluzione e nello stesso tempo la fine del fenomeno “blog".
Pensandoci bene, non credo proprio. Sono convinto che il primato dei contenuti sia ancora indiscusso.
In un certo senso, sono d’accordo con Brian Clark nel dire che “For me, there’s really no appeal in spending a lot of time creating ‘user-generated’ content via a social networking application. That’s like remodeling the kitchen in a house you rent.”
Di seguito, un interessante post di Stefano Epifani che riassume molto bene anche il mio punto di vista.
Blog o Social Network? …è questo il problema?
via [Il Blog di Stefano Epifani]
Durante uno dei panel della recente manifestazione PiùBlog al quale ho partecipato con Tony, Massimo, Diego (che ora mi chiedo a quale blog si debba linkare), Tommaso e Sergio, è emersa a più riprese una tematica sulla quale vale la pena riflettere. Tematica che riguarda il rapporto tra blog e social network, e che più di uno dei presenti ha definito in possibile rotta di collisione.
In particolare si faceva riferimento a Facebook, sul quale la blogosfera italiana (e non solo) vive opinioni contrastanti; ma il discorso può essere allargato anche ad altri network, che proprio in questi giorni stanno evolvendo in forme sempre più “social".L’idea è che lo sviluppo dei social network rischi di danneggiare quello dei blog, che qualcuno ha addirittura definito “morti". La facilità dei social network nel costruire reti relazionali, infatti, sarebbe tale da rendere questi strumenti preferibili rispetto ai blog per conoscere nuove persone, collegarle in reti più complesse o strutturate, portarle ad essere parte del proprio network. Che i social network consentano di costruire …network è indubitabile ma i sostenitori di questa teoria, secondo il mio modo di vedere le cose, non prendono in considerazione un fatto centrale: la produzione dei contenuti.
In primo luogo i social network come Facebook o LinkedIn non entrano in contrasto con i blog, ma con essi si integrano nell’ottica della gestione di un lifestream sempre più complesso e completo. E’ probabile che molti degli utenti di Facebook non siano blogger, ma difficilmente i blogger abbadoneranno il proprio blog per curare meglio il profilo su Facebook. Senz’altro lo aggregheranno, come vi aggregheranno anche l’acconto twitter o il tumblr.
In secondo luogo la coesione che c’è tra gruppi di blogger fa della blogosfera un social network naturale particolarmente efficace, anche se decisamente poco strutturato. Un social network che - a differenza degli altri - si basa sui contenuti quali elemento cardine della relazione. Il fatto che i blogger siano produttori di contenuto non è affatto indifferente rispetto alle dinamiche di sviluppo dei social network e fa dei blog - intesi come conversazioni - il terreno ideale per supportare lo sviluppo dei social network. Ma certo senza esserne cannibalizzati.
A seguito si sono sviluppati una serie di commenti molto interessanti che vale la pena leggere. Qui si può trovare un sunto.
L’evoluzione delle geografia delle principali religioni nel corso dei secoli.
via [boing-boing]

Nella nuova versione di Google Earth, Google ha inserito un simulatore di volo.
L’opzione è nascosta, ma ovviamente è un segreto con le gambe corte.
Da provare. La fucina di Mountain View non si smentisce mai. Se poi consideriamo che probabilmente questo è solo il primo passo…
Qui trovare un articolo interessante in proposito.
In questo articolo su Gedgetblog si parla di questo inusuale sistema di raffreddamento.
Assolutamente da vedere. Le bollicine, poi, sono una vera chicca.
da Il Disinformatico di Paolo Attivissimo
A Ferragosto, Google chiuderà il servizio a pagamento di Google Video e chiunque ha acquistato video lucchettati da questo servizio non potrà più vederli. E non c’è assolutamente nulla da fare per cambiare le cose.
Questa, in sintesi, la lezione più bruciante ed esemplare di cosa significa il DRM: l’arroganza del potere applicata al mondo digitale. Quello che rende ancora più irritante la notizia è la fonte di questo sopruso: Google, il dittatore illuminato della Rete, la società che non sbaglia un colpo, il colosso che ci dovrebbe aiutare a sconfiggere il monopolio di zio Bill.
Forse è ora di svegliarsi e capire che Google è come tutte le altre aziende: non fa beneficenza, e se deve scegliere fra i propri interessi e quelli dei suoi clienti, sceglie i propri senza batter ciglio, e al diavolo la Difesa della Cultura Digitale e tutte quelle fesserie con cui spesso i pensatori della Rete imbellettano le dispute online.
Qui trovate la mail di annuncio della chiusura: chi ha pagato non potrà più vedere i video a partire dal 15 agosto. Trovate altri dettagli qui e qui, e un articolo profetico di Cory Doctorow qui. Ai clienti verranno dati cinque dollari di rimborso, da spendere nei siti convenzionati con il sistema di pagamento Google Checkout. Entro 60 giorni.
Questo è quello che chi è contrario al DRM paventava da tempo: comperando musica o video lucchettati, l’acquirente si espone alla revocabilità dei suoi diritti di visione o ascolto. Il DRM che consente il ritiro dei diritti di fruizione, come quello di Google Video, è equivalente a un poliziotto privato che ti entra in casa e ti porta via i libri che hai comprato e che credevi di possedere per sempre. E lo fa perché gli gira così, punto e basta. E tu, misero cliente, devi stare zitto e non fiatare, altrimenti sei un pirata, un sovversivo.
Per citare una celebre battuta, Google è come Darth Vader: “Ho cambiato le regole del nostro accordo. Prega che non le cambi ancora".
Non credo sia necessario aggiungere altro.
E quando penso che ho un chip fritz sotto la tastiera del laptop, mi viene un accidente.
Se solo mi accorgo che lo attivano, vado in California dal Steve Jobs e gli spezzo lo manine…
http://www.no1984.org
E’ da un paio di giorni che volevo commentare la notizia di Google News che ha aggiunto la possibilità di commentare le notizie (per ora solo negli USA).
Allora vediamo un pò in ordine sparso:
* la notizia è importante per due motivi: il primo è che ormai qualsiasi cosa faccia Google è importante!
Il secondo è che una decisione di questo tipo segnerebbe il passaggio da Google “ricercatore di contenuti” a Google “produttore/curatore di” contenuti.
Le conseguenze di un tale cambiamento sono ovviamente di proporzioni immense per il mondo dei media.
Google non sarebbe più soltanto uno strumento tecnico (di fatto non lo è già più da una vita, ma nell’immaginario collettivo è ancora solo un “motore di ricerca"), un possibile partner tecnologico, ma diventerebbe un competitor vero e proprio.
* le critiche non sono mancate
* come sempre Google parte con un’iniziativa e poi valuta.
Se funziona prosegue se non funziona fa abort.
Anche in questo caso testeranno il funzionamento e le reazioni per poi decidere il da fare.
Se la sperimentazione produrrà risultati positivi state certi che Google la porterà avanti a prescindere dagli editori.
E’ BigG ad avere il coltello dalla parte del manico non gli editori tradizionali.
* su Google News non c’è adv = Google non guadagna dal traffico generato sulla sezione News.
Al contrario indirizza traffico ai siti presenti su Google News (che invece monetizzano quel traffico). Se fate informazione online, preferite essere presenti o assenti su GNews?
* a livello macro se osserviamo cosa è diventato Google e cosa diventerà siamo da un lato affascinati dall’altro spaventati.
Google è il database delle intenzioni dell’umanità .
E’ il socio di maggioranza di tutti gli editori online e della stragrande maggioranza dei siti che fanno business (se Google ti toglie dai suoi indici chiudi).
Google è il futuro attuale della TV.
Google ha in mano tutti i dati degli utenti, email, calendari, video, foto, post, mappe, documenti, dati di traffico, conversazioni IM, libri… (= ha in mano il mondo).
Google possiede il più grande focus group mondiale, in tempo reale, disponibile sul mercato.
Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione.
Cosa ne faranno dipende solo da loro.
Ora, i dubbi nascono non dalla mancanza di fiducia verso Page e Brin (che hanno dimostrato di essere geni allo stato puro) ma dall’essere Google un’azienda. Un’azienda persegue sè stessa. Il suo profitto. La sua sopravvivenza.
Se Larry e Sergey se ne andranno?
Se cambieranno gli azionisti?
Chi gestira i dati del mondo a quel punto? In quali mani saremo?
Questo spiega video come il Google Master Plan e il crescente declino di credibilità tra gli addetti ai lavori del claim “don’t be evil".
* Google si sta sviluppando come Microsoft, seguendone le stesse linee di crescita.
Da start up, a società tecnologica, a società media, a colosso mondiale in grado di influenzare di fatto qualsiasi settore. Ricordate quando Microsoft dichiarava che non sarebbe mai entrata nel settore degli applicativi per ufficio perché era solo una piattaforma per i partner?
Questo non è nè bene nè male. E’ business e come tale va trattato.
BigG non è un gigante buono o il salvatore del mondo; è un’azienda privata che realizza prodotti - e utili - straordinari ma resta pur sempre un’azienda. Ricordiamocene.Mi dite la Vostra?
UPDATE !
Mauro ha un ottimo post sul tema dove mette in luce il concetto degli “human content everywhere”.
[Via Internet con Marco Montemagno]
E’ un tema molto attuale. Allo stesso tempo preoccupante e avvincente. La questione non è più cosa sia Google oggi, ma cosa possa arrivare ad essere.
E poi?

Quasi tutti conoscono l'ormai famosissimo del.icio.us che, a dispetto del look minimalista del sito, nasconde potenzialità e le features molto interessanti.
Da qualche tempo ho scoperto come integrarle con Firefox, il mio browser preferito.
Il vantaggio principale è quello di avere tutti i links con i vari tags disponibili e sempre sincronizzati sul pc di casa, su quello dell'ufficio e sul laptop.
July 23, 2007
From Spain (or better, from Catalunya), an interesting example of a Youtube-like interface "hacked" to become part of the message. The campaign wants to draw attention on the importance of donating blood on regular basis.
PS: click on the image above to watch the video. I didn't manage to get the code on my pages...
[Via Adverblog]
Una dimostrazione di come la pubblicità intelligente sia possibile farla. Di solito, però, non in Italia... ![]()
Il filmato, realizzato dalla stessa M$, si trova qui su Google Video.
In un documento del 2003 firmato dall'ex segretario di stato americano Rumsfeld i dettagli dell'approccio militare alle tecnologie digitali: i nuovi media come arma per trionfare nei conflitti bellici
[Via Punto Informatico]

In un recente articolo apparso su Zeus News si è parlato (ancora...) di Palladium attraverso una semplice guida che spiega ai profani di cosa si tratta.
In particolare, si fa riferimento al concetto di "trusted computing" e a chi si sta battendo contro tale progetto.
A questo proposito, viene segnalato un video che di fatto è uno spot contro tutto ciò e che, secondo i realizzatori di no1984, "...attraverso un'animazione, è in grado spiegare il punto di vista di chi vede in questa tecnologia uno strumento pericoloso per la salvaguardia della libertà di espressione."
Il video in questione è scaricabile qui ed è davvero ben fatto.

In una recente intervista al Times, Jimmy Wales, creatore dell’enciclopedia, accenna ad un possibile futuro «pubblicitario».
Come si può leggere nell'articolo, la combinazione di spese generali estremamente ridotte e l'impressionante traffico web generato sono una combinazione che alletterebbe qualsiasi agenzia pubblicitaria.
E se finora il sito non presenta alcuna pubblicità, Wales ammette che: "There is a great deal of resistance to the idea, both from the community and from me. But at some point questions are going to be raised over the amount of money we are turning down,".
Preludio della fine di un mito?

Ancora Google, si.
G. riceverebbe fino a 150.000 c.v. al mese (!).
Link: Think you could get hired by Google?
"Every month, aspiring workers deluge the popular Mountain View, Calif., search engine with up to 150,000 resumes -- equivalent to a stack of paper at least 50 feet high. And the company claims to read each and every one".Altro dato interessante che volevo segnalare è che di spese di struttura (costi fissi di hardware, banda, storage, ecc.) Google ha speso una cifra intorno agli 800 Mln di dollari nel 2005.
Confermo la mia opinione: il mondo là fuori, non si è ancora accorto che Google non è più solo un semplice motore di ricerca (e francamente ora è tardi per accorgersene).
[Via SKY TG24 Pianeta Internet]
Già, google è veramente qualcosa di più. Cosa? Difficile dirlo in questo momento.
La cosa più affascinante (e al tempo stesso preoccupante) è cosa diventerà.
Guardando le statistiche di fine anno pubblicate da Google, sulle ricerche effettuate su temi vari, un’ovvia considerazione nasce spontanea.
Se da Google passa il mondo a fare ricerche allora Google sa esattamente che cosa viene cercato e quando.
In ogni istante in tutto il mondo.
= Google ha in mano il mondo
Mauro qualche tempo mi aveva fatto notare quest’aspetto ma non l’avevo attentamente valutato.
Google in altri termini è il padrone delle query del pianeta, il detentore del più gigantesco focus group in tempo reale che ci sia in circolazione.
[Via Flagged Items]
In effetti questa cosa fa molto riflettere. Chi non usa Google almeno una volta al giorno, alzi la mano.

Segnalo questo interessante online feed reader.
Un buon sistema per leggere i feeds RSS ovunque ci si trovi.
Segnalo un ottimo post ricco di spunti sul futuro dei media in chiave rss.
In sintesi: semplificazione, liberalizzazione, distribuzione e monetizzazione dei contenuti.
Link: A VC: The Future of Media (aka Please Take My RSS Feed).
1 - Microchunk it - Reduce the content to its simplest form. Thanks Umair.
2 - Free it - Put it out there without walls around it or strings on it. Thanks Stewart.
3 - Syndicate it - Let anyone take it and run with it. Thanks Dave.
4 - Monetize it - Put the monetization and tracking systems into the microchunk. Thanks Feedburner.
Quindici anni fa nacque il “www” che collega i computer. Quasi 90 milioni di persone ormai navigano con disinvoltura
Buon compleano web ragnatela intorno alla Terradi RICCARDO STAGLIANO’
(09:32 06/11/2005)
[Via Repubblica.it > Scienza e Tecnologia]
La mia generazione può proprio dire: “Io c’ero".
15 anni…. mi sembra ieri. ;-)
Di tutto quello che si sta dicendo della nuova (in realtà da tempo preannunciata) politica di Gates sull’utilizzo via web dei propri prodotti (lancio di Live.com, ecc.), questa scritta è quella che mi sembra riassumere meglio Microsoft nel 2005:"Firefox users: Firefox support is coming soon. Please be patient :=) "
Un tempo sarebbe stato impensabile.
Microsoft invece oggi si deve confrontare con competitors veri (Firefox, Google, ecc.).
Ecco allora che cambia subito il vecchio atteggiamento di chi sa di essere monopolista, c’è una comprensione della nuova situazione, un adattamento (rapido, per un colosso di questo livello) della propria struttura e un approccio nuovo in linea con il contesto.
Ricordiamoci che una delle forze di Microsoft è sempre stata questa: sapersi adattare.
Link: Windows Live
L’antologia dei post spassosi e un po’ dissacranti di un blogger viceparroco.
[Via ZEUS News - Prima Pagina - ]
Microsoft is preparing to allow computer users to make a normal telephone call from their PC.
[Via BBC News | News Front Page | World Edition]
E te pareva che Zio Bill stesse a guardare…
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