10.04.08

Permalink 22:17:18, Categorie: Attualità, tecnologia, svago  

Ecco come dovrebbe essere il wiimote della X-Box 360

Ecco come dovrebbe essere il wiimote della X-Box 360
pubblicato: giovedì 10 aprile 2008 da Kiro in: Accessori Console & Videogiochi Wireless Microsoft

wiimote xbox 360

Guardate bene quest’immagine. Questo è ciò che potreste comprare tra qualche mese se possedete una consolle di giochi X-Box 360 di Microsoft. Non è un’immagine ufficiale, ma la ricostruzione effettuata sul disegno del progetto del dispositivo, che tra l’altro adesso ha anche un nome, vale a dire Newton.

La società di Redmond avrebbe acquistato la tecnologia adatta da Gyration. Il nuovo accessorio, a differenza del Wiimote di Nintendo, possiede anche uno speaker e un microfono per effettuare chat vocali durante i giochi. La versione ufficiale dovrebbe arrivare prima del termine del 2008.

[via 8bitjoystick]

Qualche volta, innovare veramente no, eh? :no:

24.02.08

Permalink 14:45:48, Categorie: Attualità, informazione, ecologia  

Pentagon tells Bush: climate change will destroy us

from Boing Boing by Cory Doctorow
A leaked Pentagon report warns Bush that global climate change is real, coming soon, and will destroy the world with war, privation and massive upheaval:

A secret report, suppressed by US defence chiefs and obtained by The Observer, warns that major European cities will be sunk beneath rising seas as Britain is plunged into a ‘Siberian’ climate by 2020. Nuclear conflict, mega-droughts, famine and widespread rioting will erupt across the world.

The document predicts that abrupt climate change could bring the planet to the edge of anarchy as countries develop a nuclear threat to defend and secure dwindling food, water and energy supplies. The threat to global stability vastly eclipses that of terrorism, say the few experts privy to its contents.

‘Disruption and conflict will be endemic features of life,’ concludes the Pentagon analysis. ‘Once again, warfare would define human life.’

BoingBoing segnalava questo interessante e angosciante articolo sul Guardian.
Stranamente il link al post di BoingBoing non è più accessibile.
Però sul giornale UK l’articolo completo lo si trova ancora.

“It’s the end of the world as we know it…”

:(

29.12.07

Permalink 00:27:20, Categorie: Attualità, tecnologia, internet  

Noi siamo il web

Riprendo questo link dal blog di Montemagno per segnalare questo bel video.

L’idea di paragonare il web al tessuto neurale non è nuova, ma sempre molto affascinante.

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16.12.07

Permalink 20:53:31, Categorie: Attualità, tecnologia, internet  

Blog o Social Network?

Da qualche tempo sto sperimentando il cosiddetto “social network“. Per meglio dire sto provando qualcuno dei suoi strumenti più conosciuti (Facebook in primis ma anche Tumblr, ecc).

Tutto interessante e con aspetti che portano a considerazioni disparate.

Ma non è questo il tema su cui voglio soffermarmi.

La domanda che immediatamente mi sono posto è se questa “rete sociale” sia l’evoluzione e nello stesso tempo la fine del fenomeno “blog".

Pensandoci bene, non credo proprio. Sono convinto che il primato dei contenuti sia ancora indiscusso.
In un certo senso, sono d’accordo con Brian Clark nel dire che “For me, there’s really no appeal in spending a lot of time creating ‘user-generated’ content via a social networking application. That’s like remodeling the kitchen in a house you rent.”

Di seguito, un interessante post di Stefano Epifani che riassume molto bene anche il mio punto di vista.

Blog o Social Network? …è questo il problema?
via [Il Blog di Stefano Epifani]
Durante uno dei panel della recente manifestazione PiùBlog al quale ho partecipato con Tony, Massimo, Diego (che ora mi chiedo a quale blog si debba linkare), Tommaso e Sergio, è emersa a più riprese una tematica sulla quale vale la pena riflettere. Tematica che riguarda il rapporto tra blog e social network, e che più di uno dei presenti ha definito in possibile rotta di collisione.
In particolare si faceva riferimento a Facebook, sul quale la blogosfera italiana (e non solo) vive opinioni contrastanti; ma il discorso può essere allargato anche ad altri network, che proprio in questi giorni stanno evolvendo in forme sempre più “social".

L’idea è che lo sviluppo dei social network rischi di danneggiare quello dei blog, che qualcuno ha addirittura definito “morti". La facilità dei social network nel costruire reti relazionali, infatti, sarebbe tale da rendere questi strumenti preferibili rispetto ai blog per conoscere nuove persone, collegarle in reti più complesse o strutturate, portarle ad essere parte del proprio network. Che i social network consentano di costruire …network è indubitabile ma i sostenitori di questa teoria, secondo il mio modo di vedere le cose, non prendono in considerazione un fatto centrale: la produzione dei contenuti.

In primo luogo i social network come Facebook o LinkedIn non entrano in contrasto con i blog, ma con essi si integrano nell’ottica della gestione di un lifestream sempre più complesso e completo. E’ probabile che molti degli utenti di Facebook non siano blogger, ma difficilmente i blogger abbadoneranno il proprio blog per curare meglio il profilo su Facebook. Senz’altro lo aggregheranno, come vi aggregheranno anche l’acconto twitter o il tumblr.

In secondo luogo la coesione che c’è tra gruppi di blogger fa della blogosfera un social network naturale particolarmente efficace, anche se decisamente poco strutturato. Un social network che - a differenza degli altri - si basa sui contenuti quali elemento cardine della relazione. Il fatto che i blogger siano produttori di contenuto non è affatto indifferente rispetto alle dinamiche di sviluppo dei social network e fa dei blog - intesi come conversazioni - il terreno ideale per supportare lo sviluppo dei social network. Ma certo senza esserne cannibalizzati.

A seguito si sono sviluppati una serie di commenti molto interessanti che vale la pena leggere. Qui si può trovare un sunto.

12.12.07

Permalink 01:12:44, Categorie: Attualità, tecnologia  

25 anni di Commodore 64

25 anni di Commodore 64
via Il Disinformatico by Paolo Attivissimo on 12/10/07

C64 forever… anche se io avevo lo Spectrum

Prima della tifoseria Windows contro Mac, prima che molti degli script kiddie di oggi sapessero distinguere un portarotolo da una porta USB, c’era la contesa fra utenti Commodore 64 e utenti Sinclair Spectrum. Io ero un Sinclairiano. Ero povero e invidiavo chi si poteva permettere il C64.

Ma se c’è un pregio della vecchiaia (intendo “vecchiaia” solo in termini informatici), è che stempera le tifoserie, per cui festeggio con piacere la vittoria storica del rivale del mio amato Spectrum. La tavoletta nera coi tasti di gomma sui quali ho mosso i miei primi passi nel personal computing e le notti insonni passate a fare grafica 3D (wireframe, cosa credete) in 80 K di RAM (sì, ottanta) saranno sempre fra i miei ricordi informatici più cari.

All’epoca, lo Spectrum era la macchina per smanettoni; il C64 era considerato troppo da figli di papà (un po’ come il Mac di qualche tempo fa e ancora oggi, per alcuni che stanno ancora dormendo). Però il Commodore 64 ha dimostrato di essere una macchina assai più longeva e mitica, e questo va riconosciuto.

Correva l’anno 1982. Il primo PC IBM aveva sì e no un anno, lo smiley era appena stato inventato da Scott Fahlman, una certa Micro-Soft aveva da poco rilasciato una cosa chiamata MS-DOS, il Minitel francese muoveva i primi passi, Arpanet veniva coraggiosamente ribattezzata “Internet", c’era la guerra delle Falkland, Reagan presidente, la DeLorean Motor Company falliva, morivano Gilles Villeneuve e Roberto Calvi, c’era ancora l’Unione Sovietica, dilagava il cubo di Rubik, debuttava il CD. I film dell’anno erano E.T., Star Trek: L’ira di Khan, Tootsie e Ufficiale e Gentiluomo. Supercar era considerato il non plus ultra dell’intrattenimento. Avete inquadrato il contesto? Se non avete annuito con nostalgia ad almeno una di queste citazioni, potete anche non leggere oltre.

Ancora qui? Bene. Allora godetevi questi numeri. Trenta milioni di pezzi venduti. Dodici anni di presenza sul mercato (fino al 1994), e il suo software vive ancora attraverso gli emulatori (qui ce n’è uno in Java). Dal 1983 al 1985, al mondo c’erano più C64 che PC IBM o Apple. Costava 595 dollari dell’epoca al debutto (il doppio del mio Spectrum), ma il prezzo scenderà rapidamente a un terzo.

La grafica? 40x25 caratteri o 320x200 pixel: quella di un telefonino di oggi. Sedici colori. No, non sedici milioni: sedici e basta, ed era meglio di quello che potevano fare i rivali IBM e Apple. Il resto lo faceva la fantasia.

A differenza dei rivali per il mondo professionale, per il Commodore 64 il monitor non era indispensabile: aveva un’uscita composita e un modulatore TV, per cui si attaccava a un qualsiasi televisore sintonizzandolo su un canale libero.

Anche l’audio era straordinario, rispetto alla concorrenza: tre canali separati, otto ottave, quattro forme d’onda, mentre IBM e Apple avevano uno squallido altoparlantino che faceva “bip” e basta.

Memoria: 64 K di RAM (donde il nome). Processore: un megahertz. Avete letto bene. Pensateci, la prossima volta che il vostro mostro di gigabyte e gigahertz annaspa a far girare Vista o Leopard. E il C64 si accendeva subito. Tempo di boot? Zero.

Di dischi rigidi, CD-ROM o roba del genere, manco l’ombra. Non c’era neppure il floppy: o meglio, c’era, ma si comperava a parte e costava un rene. C’erano le cartridge, ma erano rare e venerate come le ragazze ai raduni dei geek (allora più di oggi; è un miracolo che gli informatici non si siano estinti).

Ci si arrangiava, come si faceva del resto con lo Spectrum, con un registratore a cassette (uno dedicato, il Datassette, nel caso del C64, uno qualsiasi nel caso dello Spectrum). Sì, i dati venivano registrati su nastro, a 300 baud. Il procedimento era di una lentezza esasperante e di un’affidabilità che fece scoprire agli informatici nuove vette di sofferenza. Per noi, dopo l’agonia della cassetta, un crash di Windows sarebbe sembrato niente.

A proposito di Windows: Antonio Dini, fra l’altro, segnala nella sua celebrazione del C64 che il BASIC installato nel Commodore 64 era quello di un certo Bill Gates, al quale fu pagato poche migliaia di dollari una tantum per poi essere rivenduto dalla Commodore in milioni di esemplari. Zio Bill imparò la lezione.

Riguardando l’informatica di allora con gli occhi di oggi, sembra davvero un miracolo che ci sia stato un boom basato su trabiccoli di questa natura. Ma era proprio questo il bello: studiare, comperare riviste specializzate (mica c’era Internet!), digitare a mano interi programmi trascrivendoli dai listati delle riviste, scambiarsi trucchi per tirar fuori qualche prestazione in più, essere pionieri.

Essere padroni di quel piccolo mondo, di quei sessantaquattro miseri kappa (che poi erano in realtà di meno), poter creare noi stessi un programma, invece di dipendere da quello che passava il convento, era esaltante e liberatorio, come lo era stato l’avvento delle radio libere o del videoregistratore.

Uno sprite alla volta, sentivamo di poter cambiare il mondo. E alcuni di noi l’hanno fatto: hanno costruito Internet.

22.11.07

Permalink 00:53:19, Categorie: Attualità, informazione, ecologia  

Intervista a Paul Connett

Intervista al professor Paul Connett, della St. Lawrence University (USA), che spiega la Strategia industriale-ambientale Rifiuti Zero (Zero Waste)

Ricordandosi sempre che la parola d’ordine è “riutilizzare“. Perchè anche riciclare, di per sè, è un costo…

31.10.07

Permalink 00:54:30, Categorie: ecologia  

How things would be different on Earth without the Moon

Posted by Mark Frauenfelder, October 30, 2007 11:48 AM | permalink
Bernard Foing wrote an article for Astrobiology Magazine about how our Earth, its weather, and its life forms would be different without the influence of the Moon.


The eyesight of many mammals is sensitive to moonlight. The level of adaptation of night vision would be very different without the Moon. Many of these species have evolved in such a way that their night vision could work in even partial lunar illumination, because that’s when they are most active. But they can be more subjected to predators, too, so there is a balance between your ability to see and your ability not to be seen. The Moon has completely changed evolution in that aspect.

Human vision is so sensitive that we are almost able to work by the light of the Milky Way. The full Moon has more light than we need to see at night. For most of our history, we were hunting and fishing or doing agriculture, and we organized our lives by using the Moon. It determined the time for hunting, or the time where we could harvest. That’s why most of our calendars are based on the Moon.

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29.10.07

Permalink 23:27:38, Categorie: tecnologia  

Metti un leopardo nel motore...

Ho appena installato Leopard. Installazione automatica, senza problemi. File, impostazione e programmi precedenti mantenuti.
Che dire, anche in questo Apple si conferma un lustro avanti.
Lo zio Bill ha parecchia strada da fare… ;)

22.10.07

Permalink 23:34:48, Categorie: svago  

Uchuu Senkan Yamato

Ad ascoltarla mi commuovo ancora.
Chi non hai mai visto “Star Blazers” alzi la mano.

17.10.07

Permalink 22:12:56, Categorie: donne&motori, svago, ecologia  

Natura sexy


Natura sexy
Caricato da rozbert

Mamma Natura sa essere anche molto maliziosa.
O forse siamo noi ad esserlo?

;)

15.10.07

Permalink 22:36:59, Categorie: internet, informazione  

La geografia delle religioni

L’evoluzione delle geografia delle principali religioni nel corso dei secoli.

link

via [boing-boing]

01.10.07

Permalink 23:38:03, Categorie: Attualità, svago  

Radiohead - la svolta?

Ha tutta l’aria di essere una notizia straordinaria.

I Radiohead hanno registrato l’ultimo album senza uno straccio di contratto con una casa discografica.

Fino a qui nulla di particolarmente eclatante. Il fatto è che hanno deciso di distribuirselo direttamente dal loro sito secondo due modalità diverse:

a) Download + discbox (CD + edizione in doppio vinile). Il tutto a casa propria per £ 40.

b) Download dei file audio in cambio di una donazione libera.

Questa suona tanto come una bella manovra di marketing e commerciale. Ma è anche evidente come rappresenti una vera e propria svolta nel mondo musicale dominato delle onnipresenti major dell’intrattenimento.

Ai posteri l’ardua sentenza.

:)

26.09.07

Permalink 21:33:38, Categorie: tecnologia  

1 GB del 1987 e 1 GB del 2007 a confronto

Miniaturizzazione. Rendere piccolissimo, trasportabile, utilizzabile con comodità e, se è possibile, che consumi sempre meno. Sono una serie di processi fondamentali che colpiscono di dispositivi tecnologici.
Ne sa qualcosa anche la memoria. Ricordo che il mio primo computer aveva un hard disk da 80 MB e all’epoca era tantissimo, un’epoca dove regnava ancora il floppy disk.

I tempi sono cambiati. Ora le pen drive arrivano a interi Gigabyte di spazio. Ma com’era 1 GB di 20 anni fa? Guardate la foto e stupitevi di quanti passi avanti ha fatto la tecnologia in tutto questo tempo.

[via Spluch]

E’ incredibile pensare che passi da gigante abbia fatto la tecnologia in questo campo. 20 anni, in fondo, è come se fossero ieri. :)

15.09.07

Permalink 15:36:28, Categorie: la buona tavola, Attualità, informazione, ecologia  

Parmigiano-Reggiano. Non si fabbrica. Si fa. Ma senza OGM

Greenpeace afferma che nel Parmigiano ci sono degli OGM.

Il Consorzio ha subito smentito.

Sarà. Certo che a pensar male…

:(

02.09.07

Permalink 12:24:19, Categorie: internet  

Google flight simulator

Nella nuova versione di Google Earth, Google ha inserito un simulatore di volo.
L’opzione è nascosta, ma ovviamente è un segreto con le gambe corte.

Da provare. La fucina di Mountain View non si smentisce mai. Se poi consideriamo che probabilmente questo è solo il primo passo…

Qui trovare un articolo interessante in proposito.

24.08.07

Permalink 22:14:57, Categorie: tecnologia, internet  

Computer immerso in olio minerale

In questo articolo su Gedgetblog si parla di questo inusuale sistema di raffreddamento.

Assolutamente da vedere. Le bollicine, poi, sono una vera chicca.

20.08.07

Permalink 11:07:11, Categorie: Attualità, informazione  

«Mi sono convertito e lo rivendico»

Dal “Corriere della Sera“:


Mohamed Hegazi, egiziano, si è convertito al cristianesimo. Vuole ufficializzare la sua fede ma una fatwa islamica lo condanna a morte. Autorità e Chiesa tacciono.

[continua]

Magdi Allam si conferma un giornalista con i contro-fiocchi.

Questa volta, se nessuno farà nulla, significa che stiamo definitivamente abdicando ai valori nei quali crediamo e che sono un baluardo del mondo civile.

Il silenzio della Chiesa, poi, è quello più assordante.

14.08.07

Permalink 23:20:03, Categorie: Attualità, informazione, ecologia  

Testimoni del clima

Vi consiglio di dare un’occhiata a questo blog di Repubblica.

In pratica vengono raccolte le esperienze dei lettori sul clima che cambia.

Niente di nuovo, mi direte. E’, pero’, impressionante notare come tutti raccontino le stesse cose. Gli stessi allarmanti segnali.

:no:

Permalink 22:39:25, Categorie: Attualità, internet, informazione  

Gioie del DRM: clienti paganti bidonati da Google Video

da Il Disinformatico di Paolo Attivissimo

A Ferragosto, Google chiuderà il servizio a pagamento di Google Video e chiunque ha acquistato video lucchettati da questo servizio non potrà più vederli. E non c’è assolutamente nulla da fare per cambiare le cose.

Questa, in sintesi, la lezione più bruciante ed esemplare di cosa significa il DRM: l’arroganza del potere applicata al mondo digitale. Quello che rende ancora più irritante la notizia è la fonte di questo sopruso: Google, il dittatore illuminato della Rete, la società che non sbaglia un colpo, il colosso che ci dovrebbe aiutare a sconfiggere il monopolio di zio Bill.

Forse è ora di svegliarsi e capire che Google è come tutte le altre aziende: non fa beneficenza, e se deve scegliere fra i propri interessi e quelli dei suoi clienti, sceglie i propri senza batter ciglio, e al diavolo la Difesa della Cultura Digitale e tutte quelle fesserie con cui spesso i pensatori della Rete imbellettano le dispute online.

Qui trovate la mail di annuncio della chiusura: chi ha pagato non potrà più vedere i video a partire dal 15 agosto. Trovate altri dettagli qui e qui, e un articolo profetico di Cory Doctorow qui. Ai clienti verranno dati cinque dollari di rimborso, da spendere nei siti convenzionati con il sistema di pagamento Google Checkout. Entro 60 giorni.

Questo è quello che chi è contrario al DRM paventava da tempo: comperando musica o video lucchettati, l’acquirente si espone alla revocabilità dei suoi diritti di visione o ascolto. Il DRM che consente il ritiro dei diritti di fruizione, come quello di Google Video, è equivalente a un poliziotto privato che ti entra in casa e ti porta via i libri che hai comprato e che credevi di possedere per sempre. E lo fa perché gli gira così, punto e basta. E tu, misero cliente, devi stare zitto e non fiatare, altrimenti sei un pirata, un sovversivo.

Per citare una celebre battuta, Google è come Darth Vader: “Ho cambiato le regole del nostro accordo. Prega che non le cambi ancora".

Non credo sia necessario aggiungere altro.

E quando penso che ho un chip fritz sotto la tastiera del laptop, mi viene un accidente.
Se solo mi accorgo che lo attivano, vado in California dal Steve Jobs e gli spezzo lo manine…

http://www.no1984.org

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10.08.07

Permalink 16:49:54, Categorie: Attualità, informazione  

Venice charges rude tourists extra

from Boing Boing by Cory Doctorow

Cory Doctorow: Some Venetian merchants are keeping three sets of prices: the price they charge locals (low), the price they charge tourists (higher) and the price they charge rude tourists (highest). “Rudeness” includes not speaking Italian. Venetian police are trying to put a stop to it by spot-checking restaurant register receipts against the menu prices and assessing fines against offenders.
“There are different pricing levels,” said Franco Conte, the head of the Venetian branch of Codacons, the Italian consumer rights group.
“If you are Italian, a croissant and a cappuccino costs €3.50 (£2.40),” he said. “If you speak another language, it costs €7…

Maria Tosi, who runs a tobacconist, said tourists could do simple things to try to get a better price such as saying hello when entering a shop or restaurant, or learning a few words of Venetian dialect. advertisement

“It really offends us when they walk in, make their demands and walk out,” she said. “We Venetians spend all our time being polite to each other.”

Link

Italiani popolo di “furbi".

In un certo senso mi fa piacere pensare al turista maleducato giustamente “punito” per la sua cafoneria.
Ma, allora, cosa dovrebbero fare all’estero nei nostri confronti? Noi che notoriamente siamo quanto di peggio si possa pensare, da questo punto di vista?

In ogni caso, è l’ennesimo esempio dell’arroganza con cui i veneziani trattano quella che è allo stesso tempo la loro fortuna e condanna: il turismo.

Forti del fatto che l’unicità e la bellezza della loro città saranno sempre in grado di attrarre nuovi polli da spennare.

:no:

Permalink 14:32:33, Categorie: Attualità, internet, informazione  

BigG


E’ da un paio di giorni che volevo commentare la notizia di Google News che ha aggiunto la possibilità di commentare le notizie (per ora solo negli USA).

Allora vediamo un pò in ordine sparso:

* la notizia è importante per due motivi: il primo è che ormai qualsiasi cosa faccia Google è importante!
Il secondo è che una decisione di questo tipo segnerebbe il passaggio da Google “ricercatore di contenuti” a Google “produttore/curatore di” contenuti.
Le conseguenze di un tale cambiamento sono ovviamente di proporzioni immense per il mondo dei media.
Google non sarebbe più soltanto uno strumento tecnico (di fatto non lo è già più da una vita, ma nell’immaginario collettivo è ancora solo un “motore di ricerca"), un possibile partner tecnologico, ma diventerebbe un competitor vero e proprio.
* le critiche non sono mancate
* come sempre Google parte con un’iniziativa e poi valuta.
Se funziona prosegue se non funziona fa abort.
Anche in questo caso testeranno il funzionamento e le reazioni per poi decidere il da fare.
Se la sperimentazione produrrà risultati positivi state certi che Google la porterà avanti a prescindere dagli editori.
E’ BigG ad avere il coltello dalla parte del manico non gli editori tradizionali.
* su Google News non c’è adv = Google non guadagna dal traffico generato sulla sezione News.
Al contrario indirizza traffico ai siti presenti su Google News (che invece monetizzano quel traffico). Se fate informazione online, preferite essere presenti o assenti su GNews?
* a livello macro se osserviamo cosa è diventato Google e cosa diventerà siamo da un lato affascinati dall’altro spaventati.
Google è il database delle intenzioni dell’umanità .
E’ il socio di maggioranza di tutti gli editori online e della stragrande maggioranza dei siti che fanno business (se Google ti toglie dai suoi indici chiudi).
Google è il futuro attuale della TV.
Google ha in mano tutti i dati degli utenti, email, calendari, video, foto, post, mappe, documenti, dati di traffico, conversazioni IM, libri… (= ha in mano il mondo).
Google possiede il più grande focus group mondiale, in tempo reale, disponibile sul mercato.
Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione.
Cosa ne faranno dipende solo da loro.
Ora, i dubbi nascono non dalla mancanza di fiducia verso Page e Brin (che hanno dimostrato di essere geni allo stato puro) ma dall’essere Google un’azienda. Un’azienda persegue sè stessa. Il suo profitto. La sua sopravvivenza.
Se Larry e Sergey se ne andranno?
Se cambieranno gli azionisti?
Chi gestira i dati del mondo a quel punto? In quali mani saremo?
Questo spiega video come il Google Master Plan e il crescente declino di credibilità tra gli addetti ai lavori del claim “don’t be evil".
* Google si sta sviluppando come Microsoft, seguendone le stesse linee di crescita.
Da start up, a società tecnologica, a società media, a colosso mondiale in grado di influenzare di fatto qualsiasi settore. Ricordate quando Microsoft dichiarava che non sarebbe mai entrata nel settore degli applicativi per ufficio perché era solo una piattaforma per i partner?
Questo non è nè bene nè male. E’ business e come tale va trattato.
BigG non è un gigante buono o il salvatore del mondo; è un’azienda privata che realizza prodotti - e utili - straordinari ma resta pur sempre un’azienda. Ricordiamocene.

Mi dite la Vostra?

UPDATE !
Mauro ha un ottimo post sul tema dove mette in luce il concetto degli “human content everywhere”.

[Via Internet con Marco Montemagno]

E’ un tema molto attuale. Allo stesso tempo preoccupante e avvincente. La questione non è più cosa sia Google oggi, ma cosa possa arrivare ad essere.

E poi?

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